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Critiche giuste o maltrattamenti: capire la differenza in tirocinio

Non sai se quelle in tirocinio sono critiche giuste o maltrattamenti? Ecco come capire la differenza e cosa fare se il rispetto non c'è, spiegato semplice.

Tutor Biutify
3 min
In questa guida

In tirocinio ti correggono, a volte con tono duro, e tu ti chiedi: è normale o mi stanno trattando male? È una domanda importante e giusta. Perché c'è una grande differenza tra una critica giusta, anche severa, e un maltrattamento. Qui ti aiuto a capire dove sta il confine, così sai quando sopportare e quando dire basta.

La differenza vera: il lavoro o la persona

C'è un trucco semplice per capire. Una critica giusta parla del tuo lavoro. Un maltrattamento parla di te come persona.

"Questo lo hai fatto male, si fa così" è una critica: parla di una cosa che hai fatto e ti dice come migliorare. "Sei un'incapace, non capisci niente" è un attacco: parla di chi sei e non ti insegna nulla. La prima ti fa crescere. La seconda ti fa solo male.

Quando ti criticano, fermati e chiediti: stanno parlando di cosa ho fatto, o di chi sono?

Anche una critica detta con tono duro può essere giusta, se ti insegna qualcosa. Il problema non è sempre il tono: è se dietro c'è un insegnamento o solo cattiveria. Guarda la sostanza, non solo la voce.

Come ti lascia dopo

C'è un secondo segnale, ancora più chiaro: come ti senti dopo.

Una critica giusta, anche se sul momento brucia, ti lascia con qualcosa in mano: ora sai come fare meglio. Un maltrattamento ti lascia solo umiliato, svuotato, con la sensazione di non valere niente. Non ti dà nessuno strumento, ti toglie solo fiducia.

Se dopo una correzione ti senti aiutato, era una critica. Se ti senti solo a pezzi, qualcosa non va.

I segnali di un maltrattamento

Ci sono cose che non sono mai "il mestiere". Sono sempre sbagliate, e devi saperle riconoscere.

Se vedi questi segnali in modo continuo, non stai esagerando tu. Sei in una situazione che non va bene, e non è colpa tua.

Essere tirocinante non vuol dire sopportare tutto

Lo so, quando sei all'inizio ti senti in basso e pensi di dover sopportare ogni cosa. Sbagliato.

Essere tirocinante vuol dire che hai tanto da imparare e che è giusto essere corretto, anche con fermezza. Non vuol dire che puoi essere offeso o umiliato. Il rispetto vale per tutti, dal primo giorno. Nessuno ha il diritto di maltrattarti perché sei alle prime armi.

Cosa fare se non c'è rispetto

Se hai capito che non sono critiche giuste ma maltrattamenti veri, non tenertelo dentro e non pensare di doverlo reggere da solo.

Parla con il tutor della scuola. È la persona giusta e c'è proprio per questo. Raccontagli i fatti con calma e con esempi concreti: cosa è successo, quando, con che parole. La scuola può intervenire, parlare con l'azienda e, se serve, spostarti in un posto dove ti trattano con rispetto. Chiedere aiuto qui non è debolezza: è la cosa giusta da fare.

In sintesi

Una critica giusta parla del lavoro, insegna e lascia rispetto. Un maltrattamento parla della persona, umilia e non insegna nulla. La fatica e le correzioni fanno parte del mestiere; le offese no. Se manca il rispetto, parlane con la scuola.

Conoscere bene il tuo mestiere ti dà sicurezza e ti aiuta a non farti mettere i piedi in testa. Se vuoi basi solide, guarda i corsi del tuo settore e cerca le scuole serie della tua zona. Tu meriti di imparare in un posto che ti rispetta.

Domande & risposte

Come capisco se è una critica giusta o un maltrattamento?

Guarda due cose: di cosa parla e come ti lascia. Una critica giusta parla del tuo lavoro ('questo va fatto così') e ti lascia con qualcosa da migliorare. Un maltrattamento parla di te come persona ('sei un incapace') e ti lascia solo umiliato, senza insegnarti niente. Se dopo ti senti aiutato è una critica. Se ti senti solo a pezzi, c'è qualcosa che non va.

Devo sopportare tutto perché sono solo un tirocinante?

No. Essere all'inizio vuol dire che hai tanto da imparare e che è giusto essere corretto, anche con fermezza. Non vuol dire che puoi essere offeso, umiliato o trattato male. Il rispetto non dipende dall'esperienza: vale per tutti, sempre. Se qualcuno usa il fatto che sei alle prime armi per maltrattarti, sta sbagliando lui, non tu.

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