Le frasi da non dire mai al titolare durante il tirocinio
Alcune frasi, dette al titolare in tirocinio, fanno una pessima impressione. Ecco quali evitare e cosa dire al loro posto, spiegato semplice e con esempi pratici.
In questa guida
In tirocinio le parole contano. A volte basta una frase detta nel modo sbagliato per dare al titolare un'idea di te che non corrisponde a chi sei davvero. Magari la dici in buona fede, ma lui sente solo il lato brutto. Qui ti mostro le frasi da evitare e, soprattutto, cosa dire al loro posto.
"Non è il mio lavoro" o "non tocca a me"
Questa è una delle frasi peggiori. La dici magari perché ti hanno chiesto di pulire o di fare una cosa umile, ma suona come "io valgo di più di questo".
In tirocinio tutto è il tuo lavoro: stai imparando il mestiere da zero, e il mestiere include anche pulire e preparare. Chi si tira indietro davanti ai lavori semplici fa una pessima impressione.
Di' invece: "certo, ci penso io". Tre parole che cambiano tutto.
"A scuola si fa diverso"
Anche se è vero, detta così suona come una correzione. Al titolare arriva il messaggio "tu sbagli", e a nessuno piace sentirselo dire da una tirocinante.
Trasformala in una domanda curiosa. Invece di correggere, chiedi: "a scuola l'ho visto fare in un altro modo, mi spiega perché lei preferisce così?". Così impari qualcosa e mostri rispetto allo stesso tempo.
Quasi tutte le frasi sbagliate diventano giuste se le trasformi in una domanda. "Si fa diverso" diventa "perché si fa così?". La curiosità apre le porte, la correzione le chiude.
"Mi annoio" o "non c'è niente da fare"
Se lo dici, stai dicendo due cose brutte insieme: che non ti dai da fare e che aspetti che siano gli altri a intrattenerti.
In un centro c'è sempre qualcosa da fare: riordinare, pulire, preparare, osservare chi lavora. Se hai finito un compito, chiedi "cosa posso fare adesso?". Mostri voglia, e la voglia è la qualità più apprezzata.
"Quando mi paghi?" detto male
Il tema dei soldi è legittimo, ma il modo e il momento contano tantissimo. Buttare lì un "quando mi paghi?" durante una giornata di lavoro suona come se pensassi solo a quello.
Se hai dubbi sull'aspetto economico, scegli un momento di calma e affronta il discorso con educazione: "posso chiederle come funziona il percorso e cosa è previsto?". È giusto informarsi, ma con tatto.
"Questo non lo so fare" detto come scusa
Ammettere di non saper fare una cosa è giusto. Ma se lo usi come scusa per non provarci ("no, questo non lo so fare", e ti tiri indietro), diventa un problema.
Di' invece: "non l'ho mai fatto, ma se mi mostra ci provo volentieri". Stessa onestà, ma con la voglia di imparare attaccata. Ed è proprio la voglia che ti fa crescere.
In sintesi
Le frasi sbagliate in tirocinio raccontano di te qualcosa che non vuoi: che ti senti superiore, che non hai voglia, o che pensi solo al guadagno. Quasi tutte si possono trasformare in qualcosa di positivo: basta cambiare la correzione in domanda e la lamentela in offerta di aiuto.
Pensa un attimo prima di parlare e scegli parole che mostrano serietà. Se vuoi vedere anche gli altri errori da evitare, leggi gli errori da non fare in tirocinio. E per arrivare sicuro delle tue basi, guarda i corsi del tuo mestiere.
Domande & risposte
Perché certe frasi fanno una così brutta impressione?
Perché dicono al titolare qualcosa di te che non vorresti: che ti senti superiore, che non hai voglia, o che pensi solo a cosa ci guadagni. Anche se le dici senza cattiveria, lui sente solo quello. In tirocinio le parole pesano: una frase sbagliata può rovinare l'idea che si è fatto di te. Meglio pensare un attimo prima di parlare e scegliere parole che mostrano voglia.
E se penso davvero che a scuola mi insegnano in modo diverso?
Può capitare, ed è normale. Ma non dirlo come una correzione, perché suona come "tu sbagli". Trasformalo in una domanda curiosa: "a scuola l'ho visto fare in un altro modo, mi spiega perché lei fa così?". Così impari il perché e mostri rispetto, invece di metterti in cattedra. La stessa cosa, detta bene, ti fa fare bella figura invece che brutta.
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