Ricordarti perché hai iniziato, quando è dura
Nei momenti difficili dimentichiamo perché abbiamo cominciato. Ritrovare quel motivo è la spinta più forte che hai. Ecco come riportarlo a galla.
In questa guida
Quando le cose si fanno dure, succede una cosa strana: dimentichiamo perché abbiamo cominciato. Resta solo la fatica, lo sforzo, la stanchezza. E senza un motivo davanti agli occhi, ogni difficoltà sembra inutile. Voglio aiutarti a riportare a galla il tuo perché, perché è la spinta più forte che hai.
Il perché è il tuo carburante
Pensa a una macchina senza benzina. Bellissima, nuova, ma ferma. Tu, nei momenti difficili, sei un po' così: hai le capacità, hai la strada davanti, ma manca il carburante. E il carburante è il tuo perché.
Quando sai perché stai facendo fatica, la fatica cambia faccia. Non è più uno sforzo senza senso: diventa un passo verso qualcosa che vuoi. La stessa salita, con una meta davanti, si fa più leggera. Senza meta, invece, anche un piccolo gradino sembra una montagna.
La fatica senza un perché stanca il doppio. La stessa fatica, con un perché chiaro, diventa un investimento su di te.
Torna al primo giorno
Chiudi gli occhi un attimo e torna a quando hai deciso di iscriverti. Com'eri? Cosa sognavi? Cosa ti faceva brillare gli occhi all'idea di fare questo lavoro?
Forse sognavi un mestiere che ami davvero, invece di un lavoro qualunque. Forse volevi diventare indipendente, guadagnarti la tua vita con le tue mani. Forse ti piaceva l'idea di far sentire belle e curate le persone, di vederle uscire più contente di come sono entrate.
Quel sogno è ancora lì. Non è sparito: è solo coperto dalla stanchezza di oggi. Il tuo compito è togliere la polvere e riportarlo alla luce.
Tre domande per ritrovare il tuo perché
Se fai fatica a metterlo a fuoco, prova a rispondere con calma a queste domande.
Le risposte a queste domande sono il tuo vero motore. Non i voti, non gli esami: quelli sono solo tappe. Il motore è la vita che vuoi e la persona che vuoi diventare.
Scrivilo e tienilo vicino
I pensieri vanno e vengono, si dimenticano facili. Le cose scritte, no. Per questo il consiglio più utile è semplicissimo: scrivi il tuo perché su un foglio.
Bastano poche righe oneste: perché ho iniziato, che vita voglio. Poi metti quel foglio dove lo vedi: in camera, nel diario, come sfondo del telefono. Nei momenti no, quando ti sembra tutto inutile, rileggilo. Ti riporterà in cammino meglio di mille consigli. È la tua ancora.
Quando il perché vacilla
A volte rileggi il tuo perché e non lo senti più tanto. Capita. Magari sei solo stanca, e allora riposa e riprova un altro giorno. Oppure il tuo perché è cambiato, ed è giusto aggiornarlo: si cresce, e i motivi crescono con noi.
L'importante è continuare a domandartelo. Una persona che sa perché fa le cose è una persona difficile da fermare. Se vuoi tenere viva la fiamma con un percorso che ti porta verso una meta concreta, dai un'occhiata ai percorsi di Biutify: vedere dove puoi arrivare rende il perché ancora più forte.
In sintesi
Quando è dura dimentichiamo perché abbiamo iniziato, e ci resta solo la fatica. Ma il tuo perché è il carburante più potente che hai. Torna al primo giorno, ricorda che vita vuoi costruire e chi vuoi diventare, scrivilo su un foglio e tienilo vicino. Nei momenti no, rileggerlo ti rimette in marcia. E se vuoi rinfrescare le tue basi mentre ritrovi la spinta, le trovi spiegate con calma sulla didattica di Biutify.
Domande & risposte
Perché è importante ricordare perché ho iniziato?
Perché nei momenti difficili la fatica copre tutto il resto, e dimentichiamo il motivo che ci ha messo in cammino. Quel motivo è il tuo carburante: è la ragione per cui vale la pena fare fatica. Riportarlo a galla ti ridà senso e direzione. Senza un perché, ogni difficoltà sembra inutile; con un perché, diventa un passo verso qualcosa.
Come faccio a non dimenticare le mie motivazioni?
Scrivile. Prendi un foglio e scrivi perché hai iniziato e che vita vuoi costruire. Tienilo dove lo vedi: in camera, nel diario, sul telefono. Nei momenti no rileggilo. Le cose scritte non si dimenticano come i pensieri. Avere il tuo perché nero su bianco è un'ancora a cui aggrapparti quando le forze mancano.
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