Salta al contenuto
Biutify
Formazione

Attestati di scuola di estetica: cosa puoi (e non puoi) dire in pubblicità

Pubblicità ingannevole nelle scuole di estetica: cosa rischi a chiamare "diploma" un attestato privato, sanzioni AGCM, claim corretti per attestato di frequenza, profitto, regionale e UNI.

Team BiutifyPubblicato il 16 min di letturaAggiornato il
Attestati di scuola di estetica: cosa puoi (e non puoi) dire in pubblicità
In questa guida

Tu hai una scuola di estetica. Rilasci attestati. Finora sei stata più o meno nel vago: scrivi "attestato riconosciuto" sul tuo sito, metti i loghi dei tuoi corsi, e quando una candidata ti chiede "ma questo attestato che mi date vale davvero?", rispondi "certo, lo usiamo tutti così". Il problema è che in Italia esistono almeno quattro tipi diversi di attestato nel beauty, con valore legale totalmente diverso, e confonderli in pubblicità non è un errore da poco: è pubblicità ingannevole, sanzionata dall'AGCM e dalle Regioni. In questa guida ti spiego cosa è davvero un attestato privato, un attestato pubblico, un attestato UNI, e cosa rischi se comunichi male questi concetti.

Vuoi prima la panoramica generale dei titoli formativi nel settore estetica? Per capire la differenza tra qualifica regionale, diploma di abilitazione e attestato privato — e cosa permette di fare ciascuno — la guida di riferimento è diploma, qualifica e attestato nel settore estetica. Questa pagina è invece il livello compliance: come comunicarli senza incorrere in pubblicità ingannevole.

In breve

  • Attestato di frequenza: documenta la partecipazione a un corso, può rilasciarlo chiunque, valore legale molto limitato
  • Attestato di profitto privato: rilasciato da scuola privata non accreditata, ha valore documentale ma non è valido per abilitazione professionale
  • Attestato regionale riconosciuto: rilasciato da CFP o scuola autorizzata dalla Regione, ha valore legale per l'accesso alla professione
  • Certificazione UNI: rilasciata da ente terzo accreditato (es. RINA, Bureau Veritas) sulla base di norme UNI, aggiuntiva non sostitutiva
  • Dire "scuola riconosciuta" senza essere autorizzati dalla Regione è pubblicità ingannevole, sanzionabile fino a 500.000€ da AGCM
  • Le sanzioni regionali per formazione non autorizzata vanno da 2.500€ a 15.000€ + chiusura dell'attività

Chi è davvero interessato a questa guida

Se leggi queste righe è probabile che tu sia una di queste persone:

  • Dirigi una scuola di estetica privata e hai dubbi su cosa puoi scrivere nei tuoi materiali pubblicitari
  • Hai ricevuto un'ispezione della Regione o una segnalazione da un concorrente e vuoi mettere in ordine la tua comunicazione
  • Sei un'estetista-imprenditrice che sta pensando di aprire corsi brevi e vuoi capire che valore hanno gli attestati che puoi rilasciare
  • Un'allieva ti ha chiesto un chiarimento sul valore del suo attestato e ti sei resa conto che non sapevi rispondere con precisione
  • Hai letto online case eclatanti di scuole multate per pubblicità ingannevole e vuoi evitare di finire come loro

In tutti i casi la verità è che il tema "attestato" è uno dei più confusi del settore beauty italiano. Ci sono scuole storiche che fanno male da 20 anni e non gli è mai successo nulla. Ce ne sono altre che al primo errore si sono trovate multa da 40.000€ e sospensione attività. Nel 2026, con segnalazioni più frequenti e Regioni più attente, è meglio mettere in ordine adesso.

I concetti di base che devi sapere

Ecco i 5 concetti cardine che devi avere chiari.

1. In Italia non tutti i "corsi" sono uguali

Che cos'è un corso di formazione professionale riconosciuto? È un corso autorizzato formalmente dalla Regione (assessorato alla formazione), che segue un programma approvato, tenuto da docenti con requisiti specifici, presso una sede idonea, con ore minime stabilite dalla norma (Legge 1/90 per estetista, leggi regionali per altre figure). Alla fine del corso si sostiene un esame davanti a commissione regionale, e chi lo supera ottiene un attestato con valore legale di qualifica o abilitazione professionale. Questi corsi sono l'unico modo per diventare estetista legalmente in Italia.

Un corso non riconosciuto è tutto il resto: corsi privati di qualunque lunghezza, master, specializzazioni, workshop. Sono legittimi, ma non portano a una qualifica professionale valida. Sono formazione continua, aggiornamento, specializzazione successiva alla qualifica. Non sostitutiva.

2. Esistono almeno 4 tipi di "attestato" nel beauty

Ecco la mappa semplice per orientarti:

Tipo di attestatoChi lo rilasciaValore legaleUso tipico
Attestato di frequenzaChiunque organizzi un corsoCertifica solo la presenzaCorsi brevi, workshop, aggiornamenti
Attestato di profitto privatoScuola privata non accreditataValore documentale, non abilitanteMaster privati, accademie
Attestato regionale riconosciutoCFP o scuola autorizzata RegioneValore legale (qualifica o abilitazione)Qualifica/abilitazione estetista
Certificazione UNIEnte di certificazione accreditato (RINA, Bureau Veritas, IMQ, ecc.)Certifica conformità a norma tecnica specificaAggiuntiva, per alcuni trattamenti

Ogni tipo ha il suo ruolo. Il problema non è "qual è il migliore": il problema è comunicare correttamente il tipo che stai rilasciando.

3. L'attestato di frequenza non "abilita" a nulla

Un attestato di frequenza dice solo: "X è stata presente al corso Y dal giorno Z al giorno W, per un totale di N ore". Non dice che ha imparato, che sa fare, che è capace. Può rilasciarlo chiunque organizzi un corso (anche la vicina di casa che insegna manicure in garage). Dal punto di vista legale, l'attestato di frequenza non abilita all'esercizio di alcuna professione regolamentata.

È utile per: documentare ore di aggiornamento continuo, arricchire un CV con formazione specifica, dimostrare interesse verso un tema. Non è utile per: aprire un centro estetico, iscriversi all'albo artigiani come estetista, sostenere esami regionali.

4. "Scuola riconosciuta" è una formula legalmente precisa

Questo è il punto più delicato di tutto l'articolo. L'aggettivo "riconosciuta" ha un significato tecnico. Una scuola si può definire "riconosciuta" solo se è:

  1. Autorizzata dalla Regione (con DGR specifica) a erogare corsi di formazione riconosciuti
  2. Con programma approvato dalla Regione
  3. Con docenti qualificati secondo requisiti regionali
  4. Soggetta a controlli ispettivi regionali
  5. Inserita nell'Albo/Elenco regionale degli enti formativi accreditati

Se la tua scuola non ha tutti e cinque questi requisiti, non puoi scrivere "scuola riconosciuta" in pubblicità. Punto. Scriverlo è pubblicità ingannevole.

Sinonimi/formule altrettanto problematiche se non supportate:

  • "Scuola accreditata" (accreditata da chi? va specificato)
  • "Scuola autorizzata" (va specificato da quale ente)
  • "Titoli riconosciuti a livello nazionale" (falso, sono regionali)
  • "Qualifica professionale" (se non vai in esame regionale, non è qualifica)
  • "Abilitazione" (si ottiene solo dopo esame regionale)

5. Le sanzioni esistono e sono salate

Ecco il quadro sanzionatorio reale che ti riguarda:

ViolazioneSanzioneChi la commina
Pubblicità ingannevole su formazioneDa 5.000€ a 500.000€AGCM (Autorità Garante Concorrenza e Mercato)
Formazione professionale senza autorizzazione regionaleDa 2.500€ a 15.000€ + chiusuraRegione / Polizia Amministrativa
Uso improprio di loghi istituzionaliDa 1.000€ a 10.000€Ente titolare del logo
Falsa attestazione di titoli abilitantiRilevanza penale (art. 483 c.p.)Procura della Repubblica
Mancata indicazione corretta del tipo di attestatoDa 500€ a 3.000€Regione

Queste sanzioni non sono teoriche. Negli ultimi 5 anni sono aumentate drasticamente le segnalazioni partite da ex-allieve deluse, concorrenti, associazioni di consumatori. La frase "lo fanno tutti quindi posso farlo anch'io" non ha mai salvato nessuno davanti a un'ispezione.

Chiarezza tipo per tipo: cosa puoi dire e cosa no

Adesso entriamo nel concreto. Per ogni tipo di attestato ti dico: chi può rilasciarlo, cosa significa, cosa puoi comunicare in pubblicità.

Attestato di frequenza: la base

Chi può rilasciarlo: chiunque organizzi un corso. Anche un'estetista singola che insegna a 3 allieve nel retro del suo salone. Non servono autorizzazioni.

Cosa documenta: data inizio, data fine, ore totali, nome del partecipante, titolo del corso, firma del responsabile.

Cosa puoi comunicare: "Rilasciamo attestato di frequenza di N ore sul corso di [argomento specifico]".

Cosa NON puoi comunicare:

  • "Attestato con valore legale" (non lo ha)
  • "Attestato riconosciuto a livello nazionale" (non lo è)
  • "Abilita a ..." (non abilita a niente)
  • "Valido per aprire centro estetico" (assolutamente no)

Esempio corretto sul tuo sito: "Corso di laminazione ciglia – 16 ore. Al termine rilasciamo attestato di frequenza dell'Accademia [NomeScuola], utile per arricchire il tuo curriculum professionale".

Attestato di profitto privato: il secondo livello

Che cosa differenzia frequenza e profitto? L'attestato di frequenza dice solo "eri presente". L'attestato di profitto aggiunge un elemento di verifica: dice che non solo eri presente, ma hai anche sostenuto una valutazione finale e l'hai superata. Tipicamente implica una prova pratica, un test scritto o entrambi. È un passaggio in più di qualità rispetto alla semplice frequenza.

Chi può rilasciarlo: qualunque scuola/accademia privata che strutturi un percorso con valutazione finale.

Cosa documenta: ore totali + programma seguito + valutazione superata (data, tipologia di prova) + eventuale voto.

Cosa puoi comunicare: "Rilasciamo attestato di profitto privato dopo valutazione finale. L'attestato certifica il superamento di una prova sulle competenze acquisite nel nostro corso".

Cosa NON puoi comunicare:

  • "Attestato con valore professionale regionale" (non lo ha, è privato)
  • "Abilitante" (non lo è)
  • "Equivalente alla qualifica regionale" (falso)
  • "Riconosciuto dalla Regione" (se la Regione non ti ha riconosciuta specificamente)

Esempio corretto: "Master privato di trucco sposa – 80 ore. Al termine, prova pratica valutata da docenti dell'Accademia. Chi la supera riceve attestato di profitto privato dell'Accademia [NomeScuola]".

Attestato regionale riconosciuto: il livello "vero"

Chi può rilasciarlo: solo CFP e scuole private accreditate dalla Regione.

Cosa documenta: titolo ufficiale (qualifica di operatore del benessere, diploma di estetista abilitato, ecc.), monte ore, esame finale superato davanti a commissione regionale, riferimento al DGR di autorizzazione della scuola.

Cosa puoi comunicare: "La nostra scuola è autorizzata dalla Regione [Nome] con DGR n. [numero]/[anno] a erogare il corso di qualifica di operatore del benessere (estetista). Al termine, gli allievi sostengono l'esame davanti a commissione regionale e, se superato, ottengono il titolo regionale valido su tutto il territorio nazionale".

Questa è la comunicazione completa e giusta. Nota che: citi il numero del DGR, citi il tipo di titolo rilasciato, citi l'esame regionale.

Cosa NON puoi comunicare anche qui:

  • Il titolo è "nazionale": no, è regionale (anche se valido su tutto il territorio per la professione)
  • È "universitario": no, è un titolo di formazione professionale
  • Rilascia "diploma di laurea": no, rilascia qualifica o abilitazione professionale

Certificazione UNI: l'aggiuntiva di qualità

Che cosa sono le norme UNI? Le norme UNI sono standard tecnici pubblicati dall'Ente Italiano di Normazione. Definiscono come si esegue correttamente una prestazione professionale (per esempio la norma UNI 11823 sul massaggio tradizionale). Le aziende e i professionisti possono chiedere una certificazione di conformità a queste norme a enti accreditati terzi (RINA, Bureau Veritas, ecc.). La certificazione dice: "X opera secondo lo standard UNI Y". Non sostituisce la qualifica professionale: è aggiuntiva, di qualità.

Chi può rilasciarla: solo enti di certificazione accreditati da ACCREDIA (l'ente italiano di accreditamento). Non una scuola da sola. La scuola può preparare all'esame di certificazione, ma la certificazione stessa la rilascia l'ente terzo.

Cosa puoi comunicare: "La nostra scuola prepara all'esame di certificazione UNI [numero]. L'esame è sostenuto presso l'ente di certificazione [Nome] e, se superato, porta alla certificazione della conformità professionale alla norma UNI".

Cosa NON puoi comunicare:

  • "Rilasciamo certificazione UNI" (no, a meno che tu non sia ente accreditato ACCREDIA, cosa che una scuola di estetica non è)
  • "Certificazione UNI abilita alla professione": no, la norma UNI è aggiuntiva, non sostitutiva

Per approfondire il caso specifico della norma UNI 11823 sul massaggio vedi la guida dedicata.

Come capire se la tua scuola ha il giusto inquadramento

Prima di cambiare la comunicazione, devi capire dove stai. Fai questo test in 5 domande.

  1. La tua scuola ha una DGR regionale specifica che la autorizza come ente formativo?
  2. I corsi triennali che eroghi hanno programma approvato con atto formale dalla Regione?
  3. Gli esami finali dei tuoi corsi sono davanti a commissione regionale (nominata dall'assessorato)?
  4. I tuoi docenti hanno titoli verificati secondo i requisiti regionali per ciascuna materia?
  5. Sei iscritta nell'Albo/Elenco regionale degli enti formativi accreditati?

Se rispondi SÌ a tutte e 5: sei una scuola riconosciuta. Puoi comunicarlo, ma sempre specificando la Regione e il DGR di riferimento.

Se rispondi SÌ ad alcune e NO ad altre: sei in una zona grigia. Molto probabilmente sei un'accademia privata che fa corsi di specializzazione post-qualifica. Non puoi dichiararti "scuola riconosciuta per estetista", ma puoi essere una scuola di specializzazioni private perfettamente legittima.

Se rispondi NO a tutte: sei una scuola/accademia privata pura. Legittima, ma con vincoli comunicativi stringenti.

Esempio numerico: il costo della pubblicità ingannevole

Facciamo due conti con un caso realistico. Scuola privata di estetica a Firenze, fatturato 180.000€/anno, 40 iscritti/anno. La titolare da 3 anni scrive sul sito e su volantini: "Scuola riconosciuta, titoli validi su tutto il territorio nazionale". In realtà non è autorizzata dalla Regione Toscana: tiene master privati di specializzazione.

Nel 2026 un'ex-allieva delusa la denuncia all'AGCM perché, con il "titolo" ottenuto, non è riuscita a iscriversi all'Albo artigiani come estetista autonoma. Dall'istruttoria AGCM emerge la pubblicità ingannevole.

Quello che succede:

  • Multa AGCM: 35.000€ (sanzione media per scuole medio-piccole con recidiva)
  • Obbligo di rimuovere tutta la comunicazione scorretta (sito, volantini, social)
  • Obbligo di pubblicare in home page del sito la decisione AGCM per 30 giorni
  • Rimborsi reclamati da 12 ex-allieve (quote medie 3.000€ a testa): 36.000€
  • Danno reputazionale: iscrizioni anno successivo crollano del 60%
  • Costi legali: 15.000€

Totale danno economico in 12 mesi: circa 180.000€, cioè l'intero fatturato annuo. Da un errore di comunicazione che sarebbe costato zero correggere in anticipo.

Non è un caso teorico. Ci sono 3-5 casi simili l'anno in Italia che arrivano sui giornali di settore. I molti che non arrivano sui giornali, ma solo in decisione AGCM, sono molti di più.

Caso reale: Maria, l'accademia di Bari

Maria dirige un'accademia privata di estetica a Bari dal 2017. Fa corsi di specializzazione post-qualifica (massaggio orientale, oncologia estetica, semipermanente ciglia): tutti percorsi privati di 40-80 ore. Fino al 2024 comunicava: "Scuola riconosciuta, attestato valido".

Nel marzo 2025 riceve una segnalazione da un'ex-allieva all'Ufficio per la Formazione della Regione Puglia. L'ispezione parte a luglio. Risultato:

  • Sanzione regionale per uso improprio del termine "riconosciuta" (non essendo accreditata): 5.000€
  • Ordine di modificare tutti i materiali pubblicitari entro 60 giorni
  • Avvio istruttoria AGCM (conclusasi con sanzione di 12.000€)

Maria, invece di chiudersi e litigare, ha fatto la mossa giusta: ha assunto una consulente legale, ha riscritto tutta la comunicazione, si è specializzata come "accademia di master di specializzazione per estetiste diplomate". Oggi comunica chiaramente: "Accademia privata di specializzazione. I nostri master rilasciano attestato di profitto privato, valido come aggiornamento professionale per estetiste già qualificate". Il suo target (estetiste già qualificate che vogliono specializzarsi) è esattamente quello giusto per la sua offerta: oggi fattura più di prima.

Maria dice: "Il mio errore era pensare che dire 'riconosciuta' mi aiutasse a vendere. In realtà mi metteva al centro di un conflitto con la qualifica regionale, che non era il mio target. Da quando comunico correttamente 'accademia di specializzazione', attiro il pubblico giusto: estetiste che vogliono imparare una tecnica in più, non ragazze che cercano un titolo abilitante."

Differenze per regione d'Italia

Le regole generali sono nazionali (AGCM, Codice del Consumo, D.Lgs. 206/2005), ma l'applicazione varia per regione. Quattro esempi concreti:

  • Lombardia: sanzioni regionali tipiche da 2.500€ a 7.500€ per formazione non autorizzata. Ispezioni periodiche programmate ogni 2-3 anni sulle scuole accreditate, a campione sulle non accreditate in base a segnalazioni
  • Veneto: sistema di segnalazione online attivo dal 2022 (portale Regione Veneto). Reporting molto attivo da parte di associazioni di categoria
  • Lazio: controlli più sul territorio (Municipi e polizia amministrativa), sanzioni tipicamente più basse ma recupero iva più aggressivo sui corsi illegittimi
  • Sicilia: controlli più rari ma sanzioni maggiorate quando arrivano. Recente caso (2025) con sanzione 18.000€ a un'accademia di Catania per dichiarazioni ingannevoli sul valore dei suoi attestati

Errori che vedo sempre (e come evitarli)

Errore 1: Scrivere "attestato riconosciuto" senza specificare da chi

Questa è la formula più pericolosa. "Riconosciuto" da chi? Se scrivi solo "attestato riconosciuto" senza indicare l'ente, il lettore medio capisce "riconosciuto a livello nazionale/statale" e questo è quasi sempre ingannevole per i corsi privati.

Cosa fare: sii sempre esplicita. "Attestato di frequenza del corso, rilasciato dall'Accademia [nome]" è corretto. "Attestato riconosciuto" non specificato è pericoloso.

Errore 2: Usare loghi istituzionali senza autorizzazione

Mettere il logo della Regione, del Ministero del Lavoro, di Confartigianato, ENFAP, ecc. sui propri materiali senza averne diritto è uso improprio di loghi istituzionali. Sanzione dedicata (1.000-10.000€) e azione per uso indebito.

Cosa fare: usa solo loghi di enti con cui hai convenzione scritta attiva. Se sei accreditata dalla Regione, il logo regionale lo puoi usare seguendo il regolamento specifico (c'è sempre un manuale d'uso del brand regionale: leggilo e rispettalo).

Errore 3: Promettere risultati non verificabili

"Grazie al nostro attestato, il 95% delle nostre allieve trova lavoro". Se non hai evidenze documentate (questionari, tracciamenti, statistiche verificabili), questa è pubblicità con promesse non dimostrabili. AGCM si occupa anche di questo.

Cosa fare: se dichiari un dato, devi poterlo provare con metodologia e tracciabilità.

Errore 4: Usare parole ambigue per confondere di proposito

"Certificato", "diploma", "abilitazione", "qualifica": ogni parola ha significato tecnico preciso. Usarle a caso per far suonare meglio l'offerta è un errore grave. "Diploma di massaggio hawaiano" non esiste come titolo: è al massimo un "attestato di partecipazione al master di massaggio hawaiano". Chiamalo col suo nome.

Errore 5: Non aggiornare i materiali al cambio normativo

Le normative cambiano. Se il tuo sito ha ancora testi del 2015 che parlano di "Legge Regionale X" abrogata nel 2019, stai comunicando informazioni obsolete. In caso di contestazione, il giudice si chiede come minimo perché non hai tenuto aggiornate le informazioni che riguardano la tua clientela.

Cosa fare: pianifica una revisione annuale di tutti i materiali pubblicitari (sito, volantini, social). 2-3 giornate di lavoro all'anno, ti risparmiano problemi grossi.

Cosa fare adesso

Se vuoi mettere in ordine la comunicazione della tua scuola, questa settimana fai 3 cose concrete:

  1. Stampati il sito, volantini e brochure e prendi un evidenziatore. Cerchia ogni frase che dice "riconosciuto", "autorizzato", "abilitante", "qualifica", "diploma". Per ognuna verifica se è supportata da documento ufficiale (DGR, accordo, certificazione). Elimina o riformula tutto quello che non è documentato
  2. Verifica il tuo stato di accreditamento ufficiale presso la Regione. Se sei accreditata, scrivi il numero DGR sul tuo sito. Se non lo sei, riposiziona la tua offerta come "accademia di specializzazione privata" e comunica coerentemente
  3. Fai una consulenza breve con un legale esperto in pubblicità e Codice del Consumo (1-2 ore, 200-400€). Portagli una selezione di tuoi materiali e chiedi un parere. È il miglior investimento preventivo che puoi fare

Per approfondire temi correlati vedi la guida sulla qualifica professionale regionale estetista, quella sul diploma vs attestato nelle scuole di estetica, la guida sull'abilitazione Legge 1/90 e l'articolo sulle equipollenze dei titoli di studio nelle scuole di estetica.

Gestire attestati corretti, differenziare per tipologia, tracciare chi riceve cosa e in che forma è complesso su Excel. Biutify mantiene traccia automatica: per ogni allieva vedi quale attestato è stato rilasciato, con quale dicitura, con quale firma, con quale data. Per gestire attestati digitali e micro-credenziali prenota la demo gratuita.

Domande frequenti

Posso rilasciare attestati se non sono accreditata dalla Regione? Sì, puoi rilasciare attestati di frequenza o attestati di profitto privati, specificando chiaramente che sono documenti interni della tua scuola/accademia e che non hanno valore di qualifica professionale regionale. Non puoi rilasciare qualifiche o abilitazioni, queste richiedono accreditamento regionale.

La parola "certificato" è sinonimo di "attestato"? No. "Certificato" tecnicamente rinvia a una certificazione rilasciata da ente terzo (es. certificazione UNI da RINA). "Attestato" è un documento che attesta qualcosa (frequenza, profitto). Confonderli può essere ingannevole. Usa la parola giusta per il documento giusto.

Il corso di laminazione ciglia può portare a un "diploma"? No. Un corso breve (40-80 ore) di tecnica specifica porta al massimo a un attestato di profitto privato. Chiamarlo "diploma" è scorretto: il diploma è un titolo molto più formale, legato a percorsi lunghi strutturati. Meglio: "Master privato di laminazione ciglia, con attestato di profitto".

Se faccio un corso di 600 ore privato posso rilasciare la qualifica di estetista? Assolutamente no. La qualifica di estetista richiede un percorso formativo autorizzato dalla Regione e un esame finale davanti a commissione regionale. Nessuna scuola privata può rilasciare questa qualifica autonomamente, indipendentemente da quante ore di formazione eroga. Un corso privato di 600 ore può essere un ottimo master di specializzazione, ma non è una qualifica.

I miei ex-allievi possono chiedermi un rimborso se l'attestato non è abilitante? Sì, se avevi comunicato o lasciato intendere che l'attestato avesse valore abilitante. Le azioni di rimborso sono frequenti e riuscite quando la pubblicità è ingannevole. Prevenire è molto meno caro che rimborsare: comunica correttamente fin da subito.

Come faccio a capire se la mia scuola è "ente accreditato" dalla Regione? Controlla tre cose: 1) hai un numero di iscrizione nell'albo/elenco regionale degli enti formativi? 2) hai una DGR specifica di autorizzazione? 3) hai rapporti documentali diretti con l'assessorato alla formazione? Se hai tutti e tre, sei accreditata. Se non sei sicura, chiama l'assessorato e chiedi.

Posso usare loghi di associazioni di categoria sui miei materiali? Solo se sei associata e il regolamento interno dell'associazione te lo consente. Molte associazioni hanno un manuale d'uso del logo da rispettare. Alcune impongono distinzioni fra "socio" e "socio accreditato formazione": usane solo quello che ti spetta.

Se qualcuno mi segnala all'AGCM, la procedura è lunga? L'istruttoria AGCM tipica dura 6-12 mesi. Durante questo tempo puoi continuare l'attività, ma devi collaborare fornendo documenti e rispondendo alle contestazioni. Avere la documentazione ordinata fa una differenza enorme: se puoi provare di aver agito in buona fede e con supporto legale, spesso si conclude con richiamo. Se non hai nulla di organizzato, la sanzione piena è quasi certa.

Risorse e approfondimenti

Trova scuole accreditate nella tua regione

Le scuole di estetica accreditate variano regione per regione: ore minime, costi, modalità FAD, finanziamenti regionali. Trova quelle nella tua zona:

Domande frequenti

Domande della community

Chiedi quello che vuoi — ti rispondono colleghe e colleghi che ci lavorano ogni giorno

Apri tu la conversazione

Registrati in 30 secondi e fai la tua prima domanda. Ti risponde chi nel beauty ci lavora ogni giorno.

Condividi questa guida

Articoli correlati

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano la Privacy Policy e i Termini di Servizio.