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Chimica del colore capelli: ossidazione e melanina

La scala internazionale 1-10, i riflessi, il cerchio cromatico per neutralizzazione, i volumi di ossigeno e cosa succede chimicamente quando colori. La teoria che ti serve davvero in salone.

Team Biutify Academy8 min di lettura
In questa guida

La chimica del colore non si impara guardando le tinte sul carrello. Si capisce una volta sola, con la testa, e poi ti accompagna in salone per vent'anni. Questa guida è la teoria essenziale: scala internazionale, riflessi, cerchio cromatico, ossigeno, reazione chimica. Senza queste basi, ogni colorazione è una scommessa.

Non ti farò chimica organica accademica. Ti darò gli strumenti operativi per leggere un tubo, scegliere il volume giusto, prevedere il risultato e correggere se serve.

La scala internazionale del colore (1-10)

È la scala universale dell'altezza tonale (quanto è scuro o chiaro un capello, in relazione alla quantità di melanina prodotta dai melanociti follicolari). I numeri vanno da 1 a 10:

NumeroAltezza tonaleAspetto
1NeroNero corvino
2Bruno molto scuroQuasi nero
3Castano scuroMarrone caffè
4CastanoMarrone medio
5Castano chiaroMarrone caldo
6Biondo scuroBiondo carico
7Biondo medioBiondo classico
8Biondo chiaroBiondo solare
9Biondo molto chiaroBiondo paglierino
10Biondo chiarissimo / platinoBiondo polare

Alcune marche aggiungono livello 11 o SS (super-schiaritori) per i biondi estremi.

Quando leggi una tinta 7.0: stai vedendo "biondo medio naturale". 9.1: biondo molto chiaro cenere. 5.4: castano chiaro ramato.

Come determini l'altezza tonale di una cliente?

A occhio nudo, contro luce naturale (mai luce di salone artificiale che inganna i toni). Si confronta con un set di mèches sample (i campioni sui ventagli colore della casa). Se sei sotto il 4, sei castana scura. Se sei sopra il 9 sei biondo polare. Il vero esercizio è distinguere senza esitare un 6 da un 7, o un 5 da un 6: è quello che fa la differenza tra il colorista esperto e quello che "spara".

I riflessi (il numero dopo il punto)

Il riflesso è la dominante cromatica del colore. Le notazioni più diffuse:

RiflessoCosa indicaSi usa per
.0Naturale (nessuna dominante)Coperture, base equilibrata
.1Cenere (blu/grigio)Spegnere caldo, look freddo
.2Iridescente (viola)Spegnere giallo, biondi freddi
.3Dorato (giallo)Aggiungere calore, biondi caldi
.4Ramato (arancio)Aggiungere calore, rame intenso
.5Mogano (rosso-violaceo)Castani rosati, riflessi viola
.6Rosso (rosso puro)Rossi accesi
.7Verde (kaki)Castani opachi, neutralizzazione rosso

Come leggere "7.34" o "9.12"

Marche con notazione doppia dopo il punto:

  • Il primo numero è il riflesso principale (più presente)
  • Il secondo è il secondario

Esempi:

  • 7.34 = biondo medio dorato (principale) ramato (secondario) → biondo dorato caldo
  • 9.12 = biondo molto chiaro cenere (principale) iridescente (secondario) → biondo freddo
  • 6.66 = biondo scuro rosso intenso (riflesso rosso doppiato per intensità)

Naturale vs riflessato

  • Una base con riflesso .0 è naturale, equilibrata: stai cercando "il colore base, senza tendenze".
  • Una base con riflesso (es. .3, .4, .5) ha dominante: il risultato finale sarà spostato verso quel tono.

Il cerchio cromatico: la legge dei complementari

Ogni colore ha un opposto (complementare). Mescolati insieme, si annullano (effetto grigio/neutro).

ColoreComplementare (che lo NEUTRALIZZA)
GialloViola
ArancioBlu
RossoVerde

Questa è la legge più importante del colore. Tutta la correzione del colore si basa su questo:

  • Biondo che vira sul giallo caldo → tonalizzazione con riflesso viola (per esempio shampoo argento, toner .2)
  • Castano che vira sul arancio dopo decolorazione → tono con riflesso blu/cenere (.1)
  • Castano che vira sul rosso non voluto → tono con riflesso verde/kaki (.7)

I volumi di ossigeno

L'ossigeno (chiamato anche "emulsione ossidante" o "developer") è il perossido di idrogeno (H₂O₂) in concentrazione cosmetica. I volumi si riferiscono al volume di ossigeno gassoso che si libera dalla decomposizione di un dato volume di H₂O₂.

Volumi% H₂O₂Uso
10 volumi3%Tono su tono, toner, riflessi senza schiarire
20 volumi6%Copertura capelli bianchi, schiaritura 1 tono
30 volumi9%Schiaritura 2-3 toni con tinta
40 volumi12%Schiaritura estrema, mai a contatto cuoio

Regola pratica: più alto il volume, più aggressivo il trattamento sul capello (rigonfiamento cuticolare maggiore, ossidazione più estesa della melanina e della cheratina, fragilità post-trattamento maggiore).

I 40 volumi non si usano mai applicandoli direttamente sul cuoio capelluto: troppo aggressivi, possono causare bruciature chimiche. Si usano in tecniche di decolorazione lontano dalla cute (mèches in stagnola, balayage in punte) — per la pratica completa con polvere decolorante vedi la guida sulla decolorazione e volumi di ossigeno.

Cosa succede chimicamente quando colori

La colorazione permanente è una reazione ossido-riduttiva in tre fasi che avvengono in 30-45 minuti di posa.

Fase 1: alcalinizzazione (apertura cuticola)

L'ammoniaca (NH₃) o la monoetanolamina (MEA) alzano il pH della miscela a 9-10. La cuticola del capello (uno degli strati descritti nell'anatomia del capello e ciclo pilare), abituata a pH 4.5-5.5, si rigonfia e si solleva: le squame si separano lievemente, creando spazio per il passaggio delle molecole.

Fase 2: ossidazione della melanina (schiaritura)

Il perossido di idrogeno (l'ossigeno) entra nella corteccia e ossida i granuli di melanina, rompendoli in molecole più piccole e meno colorate. Questo schiarisce il colore naturale del capello (di un'entità che dipende dal volume di ossigeno usato).

Fase 3: polimerizzazione dei pigmenti artificiali (colorazione)

I precursori del colore contenuti nella tinta (piccole molecole incolori come para-fenilendiamina, para-toluendiamina, resorcinolo, m-aminofenolo) entrano nella corteccia attraverso la cuticola aperta. Lì, sempre grazie all'ossigeno, si ossidano e si combinano tra loro formando molecole grandi e colorate (chinonimine, indamine).

Queste molecole rimangono intrappolate nella corteccia perché sono troppo grandi per uscire dalle squame della cuticola, che intanto si stanno richiudendo a fine reazione (pH neutralizzato dal risciacquo).

Perché non si lava via

Il colore permanente resiste a moltissimi lavaggi proprio perché le molecole di pigmento sono intrappolate fisicamente nella corteccia. Quello che cambia col tempo è:

  • Sbiadimento: ossidazione lenta dei pigmenti (UV, calore, calcare) — riflessanti e shampoo colorati di mantenimento aiutano a contrastarlo, vedi la guida sui riflessanti e shampoo colorati
  • Lavaggio della superficie: pigmenti più vicini alla cuticola si liberano
  • Crescita radice: vedi colore nuovo (radice) vs vecchio (lunghezze): non è il vecchio che scolora, è il nuovo non colorato che cresce

Tabella riassuntiva: scelte tipiche

Risultato volutoTipo coloreOssigenoNote
Stesso tono, riflesso diversoPermanente10 volTono su tono, no schiaritura
Copertura capelli bianchiPermanente20 volStandard
Schiarire 1 tonoPermanente20 volLimite chimico tinta
Schiarire 2-3 toniPermanente schiarente30 volMassimo con sola tinta
Schiariture +3 toniDecolorazione + tonalizzazione30-40 vol (decoloraz) + 10 vol (tono)Due passaggi
Toner su biondoPermanente o demi10 volCerchio cromatico
Riflesso temporaneoDiretto/semi-permanenteZeroSenza ossigeno, deposito superficiale

Tinte permanenti, semi-permanenti, dirette: la differenza

TipoCuticolaPigmentiDurataEsempio uso
PermanenteSi apre (pH 9-10)Precursori che polimerizzanoCrescita radice + sbiadimento (mesi)Colore base, copertura bianchi
Demi-permanenteLievemente aperta (pH 7-8)Misti, senza ammoniaca, basso/zero ossigeno20-30 shampooToner, tono su tono dolce
Semi-permanenteQuasi chiusaMolecole medie, deposito6-12 shampooRiflessi temporanei
DirettiChiusaMolecole già colorate, deposito superficiale4-8 shampooColori fantasia (rosa, blu, verde)

Quello che la teoria NON ti insegna

La chimica ti dice cosa dovrebbe succedere. Il salone ti insegna che:

  • I capelli porosi (decolorati, scaldati) afferrano il colore in modo imprevedibile (più scuro o più "verde" del previsto): qui le maschere ristrutturanti alla cheratina servono prima della tinta
  • I capelli vergini sono più resistenti (potrebbe servire ossigeno più alto o tempo posa maggiore)
  • I capelli bianchi puri (non pigmentati) richiedono spesso il 50% di base naturale mescolata al riflesso, altrimenti la copertura non tiene
  • L'acqua che usi (calcare, ferro) interferisce con la reazione: i bionde a Roma e a Milano non vengono uguali
  • Il calore corporeo della testa influenza il tempo di posa: clienti con cuoio "caldo" sviluppano più veloce di clienti con cuoio "freddo"

Queste cose non si trovano sui libri. Si imparano facendo, in salone, con un coach che ti corregge mentre lavori.

Approfondimento: dove si impara questa teoria con la pratica

Le scuole di acconciatura/parrucchiera italiane riconosciute (Legge 174/2005, qualifica regionale, percorso triennale — vedi il percorso per diventare parrucchiere) dedicano alla chimica del colore moduli specifici nei tre anni:

  • Anno 1: scala internazionale, riflessi, cerchio cromatico, primi colori semplici su modelle
  • Anno 2: ossigeno e volumi, decolorazione, correzione del colore, gestione capelli problematici
  • Anno 3: tecniche avanzate, balayage, colorimetria correttiva, gestione cliente

La teoria si studia, ma le mani imparano in salone con il coach. Cercare scorciatoie su YouTube o corsi di 2 giorni costa caro: a sbagliare un'altezza tonale di 2 punti perdi la cliente per sempre.

Vai al prossimo passaggio: la decolorazione, dove imparerai a usare i volumi di ossigeno con le polveri decoloranti per le schiariture importanti. Se invece la cliente lamenta forfora o reazioni del cuoio capelluto, vedi la guida su forfora vs dermatite seborroica.

Domande frequenti

Cosa indica il numero prima del punto e quello dopo?

Il numero prima del punto (es. 7.34) è la BASE: la scala internazionale da 1 (nero) a 10 (biondo platino), che indica l'altezza tonale. Il numero dopo il punto è il RIFLESSO: la dominante cromatica. Nel 7.34 sei a base biondo (7) con riflesso dorato (.3) + ramato (.4). Alcune marche usano notazioni a 2 cifre dopo: il primo è il riflesso principale, il secondo è il secondario.

Come decido quale ossigeno usare?

Regola pratica: 10 volumi (3%) per tono su tono (stessa altezza, cambio riflesso) o toner; 20 volumi (6%) per copertura capelli bianchi e schiaritura 1 tono; 30 volumi (9%) per schiarire 2-3 toni; 40 volumi (12%) per schiariture estreme, mai su cuoio capelluto. Più alto il volume, più aggressivo il trattamento — il 40 vol non si applica MAI a contatto cuoio.

Cos'è il cerchio cromatico e come si usa?

È la ruota dei colori dove i complementari si fronteggiano. Per NEUTRALIZZARE un tono indesiderato, usi il suo opposto: giallo si spegne col viola (per questo gli shampoo argento per biondi sono viola), arancio si spegne con il blu, rosso si spegne col verde. È la base della correzione del colore: vedo riflesso ramato non voluto → applico riflesso cenere (.1) che contiene blu.

Perché un capello scuro non diventa biondo con la sola tinta?

Perché la tinta permanente schiarisce al massimo 2-3 toni, e solo perché contiene un poco di ossigeno che decolora una parte di melanina. Per portare un capello castano scuro (livello 4) a biondo chiaro (livello 9) serve la DECOLORAZIONE preliminare (polvere decolorante + ossigeno alto), poi la tonalizzazione col colore desiderato. È un processo in due fasi, non uno solo.

Cosa succede chimicamente alla cuticola quando tinge?

L'ammoniaca o MEA (monoetanolamina) alza il pH della miscela a 9-10, che fa rigonfiare e aprire le squame della cuticola. L'ossigeno (perossido di idrogeno) entra nella corteccia e ossida la melanina (la decolora parzialmente) e i precursori del colore (piccole molecole incolori che entrano facilmente). Questi precursori si combinano tra loro formando molecole grandi e colorate, che restano intrappolate dentro la corteccia perché troppo grosse per uscire. Quando rilavi, la cuticola si richiude (in parte) e il colore è 'sigillato' dentro.

I colori 'senza ammoniaca' fanno meno danno?

Meno danno alla cuticola? Sì, leggermente, perché l'MEA che li sostituisce è meno aggressiva del NH3. Ma la chimica di fondo è la stessa: c'è sempre ossigeno che scolora la melanina e c'è sempre apertura cuticolare per far entrare i pigmenti. 'Senza ammoniaca' non vuol dire 'senza danni' e non vuol dire 'tinta vegetale'. Vuol dire solo: alcalinizzante alternativo. Il marketing semplifica, la chimica no.

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