Franchising scuola di estetica: conviene davvero?
Franchising scuola estetica: costi, contratto, pro e contro onesti. Capire se aprire con un brand altrui o vendere il tuo format è la scelta giusta per te.
In questa guida
Ogni anno almeno 4-5 estetiste mi scrivono con la stessa domanda: "ho visto un'insegna famosa che vende il franchising della scuola, mi conviene?". Oppure, il contrario: "la mia scuola funziona, hanno bussato da altre città per replicare il mio modello, devo vendere il format?". Il franchising è una parola che attira, evoca sicurezza e grandi numeri, ma nasconde cifre, obblighi e rinunce che nessuno ti racconta finché non firmi. In questa guida vediamo insieme cos'è davvero il franchising applicato a una scuola di estetica, quanto costa (numeri veri, non chiacchiere), cosa dice la Legge 129/2004, quando ha senso entrare o uscire con un format e quando invece stai solo regalando soldi o libertà. Niente marketing patinato, solo la verità utile per decidere.
In breve
- Il franchising è un contratto in cui chi ha un format (franchisor) lo vende a chi vuole aprire con quel brand (franchisee)
- In Italia è regolato dalla Legge 129/2004: obblighi di trasparenza precontrattuale e clausole minime
- Entrare in un franchising costa tipicamente fee iniziale 20.000-80.000 euro + royalty 5-10% sul fatturato + fee marketing 1-3%
- Conviene quando il brand del franchisor è davvero forte e il format è collaudato, non quando è solo "un nome che suona bene"
- Vendere il tuo format ha senso solo se hai procedure scritte, manuali, KPI chiari e almeno 3 anni di profittabilità
- Il territorio esclusivo è la clausola che ti salva (o ti ammazza): leggila tre volte prima di firmare
Chi è davvero interessato a questa guida
Se stai leggendo qui sei probabilmente in una di queste tre situazioni. La prima: sei un'estetista-imprenditrice che sta pensando di aprire una scuola e ti hanno proposto di farlo "in franchising" con un brand nazionale. Pagando una fee entri in un format già pronto, con materiali, marketing, forse il software. Tu metti il locale e gestisci. Sei tentata ma hai paura di fare il passo sbagliato.
La seconda: hai già una scuola tua che funziona bene, magari da 5-10 anni, e qualcuno ti ha chiesto "me lo vendi il tuo metodo? vorrei aprire come te nella mia città". Stai valutando se lanciarti nella vendita del tuo format ad altre imprenditrici.
La terza: sei solo curiosa. Vuoi capire come funziona un settore (il franchising nella formazione) che sta crescendo e ti chiedi se un giorno potrebbe riguardarti.
In tutti e tre i casi, la cosa che devi capire subito è questa: il franchising non è una scorciatoia. Non è "mi prendo il brand e non devo pensare a niente". È un contratto con obblighi forti, da entrambe le parti, e vincoli economici che durano anni. Prima di dire sì (o no), devi leggere questa guida fino in fondo.
I concetti di base che devi sapere
Prima di entrare nei numeri, mettiamo ordine nelle parole. Ci sono 5 concetti che devi avere chiari perché tutto il resto si costruisce su questi.
1. Franchisor e franchisee
Franchisor (concedente) È chi ha creato un format di business e lo "vende" ad altri. Se tu hai una scuola che funziona e decidi di darne il diritto di replicarla ad altre imprenditrici, sei il franchisor. In italiano lo chiamano "affiliante" o "concedente".
Franchisee (affiliato) È chi compra il diritto di aprire con il brand e il format del franchisor. Paga una somma iniziale (fee) e poi delle royalty periodiche in cambio del marchio, del know-how, dei materiali, del supporto. Gestisce l'attività quotidiana ma deve rispettare gli standard del franchisor.
Esempio pratico: se "Accademia del Benessere Italia" è un brand forte con 15 scuole sparse per la Penisola e tu apri la sedicesima in Campania pagando una fee di 50.000 euro, tu sei il franchisee, loro sono il franchisor.
2. Franchising in entrata vs in uscita
Sono due facce della stessa medaglia, ma cambiano completamente la prospettiva.
- Franchising in entrata: tu apri un'attività usando il brand e il format di qualcun altro. Sei il franchisee. Paghi per entrare in una rete esistente.
- Franchising in uscita: tu hai un'attività che funziona e vendi il tuo format ad altre. Sei il franchisor. Guadagni dalle royalty di chi apre.
La maggior parte delle persone pensa al franchising solo dal lato entrata. Ma il lato uscita è spesso il più interessante per un'imprenditrice matura. Solo che richiede anni di preparazione e una struttura che la maggior parte delle scuole non ha.
3. Know-how: il vero valore del franchising
Know-how È l'insieme delle procedure, dei trucchi del mestiere, dei materiali didattici, dei processi di vendita, delle checklist operative che rendono un format replicabile. Non è "esperienza generica", è roba scritta, documentata, trasferibile. Se tu dici "ho 20 anni di esperienza" non stai vendendo know-how. Se tu dici "ho 47 manuali operativi, 12 protocolli didattici, 5 format di open day, 3 schemi di vendita telefonica, tutti testati in 4 anni di attività", quello è know-how.
Il franchising serio vive o muore sul know-how. Se il franchisor ha solo un marchio carino e nessun manuale vero, non ti sta vendendo un format: ti sta vendendo un nome. E un nome da solo non fa iscrivere allieve.
4. Royalty e fee: come si paga
Nel franchising paghi tre cose, tipicamente, in tempi diversi.
| Voce | Quando si paga | Quanto (range tipico beauty) | A cosa serve |
|---|---|---|---|
| Fee iniziale (entry fee) | Alla firma del contratto | 20.000 - 80.000 € | Diritto a usare il brand, accesso al know-how, formazione iniziale |
| Royalty periodica | Ogni mese o trimestre | 5-10% del fatturato | Uso continuativo del marchio, aggiornamenti, supporto |
| Fee di marketing | Ogni mese | 1-3% del fatturato | Campagne pubblicitarie nazionali, brand building collettivo |
Attenzione: alcune reti non hanno fee di marketing ma chiedono royalty più alte. Altre hanno royalty bassissime ma fee iniziale altissima. Non esiste una formula "migliore": esiste la formula adatta al tuo flusso di cassa.
5. Legge 129/2004: il tuo paracadute
In Italia il franchising è regolato da una legge precisa, la Legge 6 maggio 2004 n. 129 (detta "legge sul franchising"). Serve per proteggere soprattutto chi entra (il franchisee), che di solito è la parte più piccola e meno informata.
Cosa ti garantisce la Legge 129/2004 Ti dà diritto di ricevere, almeno 30 giorni prima di firmare il contratto, un documento con tutte le informazioni della rete: quante sedi ci sono, i bilanci del franchisor degli ultimi tre anni, eventuali contenziosi in corso, elenco dei franchisee attuali, testo completo del contratto. Se il franchisor non ti dà questo documento, il contratto può essere annullato. Significa che nessuno può più "metterti fretta" a firmare: hai per legge un mese per leggere e far leggere al tuo avvocato.
La Legge 129/2004 dice anche che il contratto deve durare almeno 3 anni (salvo casi di cessazione per inadempimento). Questo per evitare che il franchisor incassi la fee e poi ti lasci sola dopo 6 mesi.
Come funziona il franchising in entrata: entri in una rete esistente
Immagina: hai 45 anni, 20 anni di estetica alle spalle, un po' di risparmi (80.000 euro), e il sogno di aprire una scuola. Ti chiami un'imprenditrice ma senza grandi esperienze di gestione aziendale pura. Non sai come scrivere un piano studi da zero, non sai come fare marketing, non sai come strutturare un funnel di iscrizioni. Ti propongono di entrare in una rete franchising.
Cosa ti offre il franchisor (se è serio)
Un franchising scuola di estetica fatto bene ti dà:
- Il marchio registrato, con notorietà su scala (provinciale, regionale o nazionale)
- Il piano studi completo, già approvato in alcune regioni, adattabile
- I manuali operativi: come gestire iscrizioni, tutor, docenti, esami
- La formazione iniziale: 1-3 settimane di training in una sede "madre"
- I materiali didattici: dispense, video, quiz, a volte un LMS incluso
- Il supporto marketing: template grafici, piani editoriali social, campagne nazionali
- Il software di gestione: a volte proprietario, a volte è Biutify o simili
- L'assistenza continua: account manager, visite periodiche, intranet della rete
- Il territorio esclusivo: garanzia che non apriranno un'altra scuola dello stesso brand entro X km
Cosa ti chiede il franchisor
In cambio, ti chiede:
- la fee iniziale (20.000-80.000 euro per la formazione beauty)
- le royalty mensili (5-10% del fatturato)
- la fee di marketing (1-3% del fatturato)
- il rispetto degli standard: non puoi cambiare il piano studi, il logo, i colori, i materiali
- l'esclusiva: non puoi aprire un'altra scuola concorrente durante il contratto né per 1-2 anni dopo la fine
- la rendicontazione: dichiari mensilmente il fatturato, su cui calcola le royalty
Esempio numerico: conviene o no entrare?
Facciamo i conti veri su un caso medio. Tu apri una scuola di estetica in franchising in una città di 150.000 abitanti.
Investimento iniziale totale:
- Fee di ingresso franchising: 50.000 €
- Locale (caparra 3 mesi + 1 affitto): 9.000 €
- Attrezzature cabina didattica: 40.000 €
- Arredi aule: 15.000 €
- Marketing lancio: 10.000 €
- Burocrazia, consulenze, costituzione: 8.000 €
- Totale investimento anno 0: 132.000 €
Fatturato previsto anno 1 (30 allieve al primo anno a 4.500 €/anno = 135.000 €).
Costi operativi anno 1:
- Affitto annuo: 36.000 €
- Docenti: 45.000 €
- Tue competenze (stipendio/compensi): 30.000 €
- Royalty 7% su 135.000: 9.450 €
- Fee marketing 2% su 135.000: 2.700 €
- Utenze, consumi, materiali: 18.000 €
- Totale costi anno 1: 141.150 €
Anno 1 chiudi in perdita di -6.150 €. Normale: è l'anno di avviamento.
Anno 2 (pieno regime, 60 allieve al primo + secondo anno):
- Fatturato: 270.000 €
- Royalty 7%: 18.900 €
- Fee marketing 2%: 5.400 €
- Costi operativi escluse royalty: 145.000 €
- Utile lordo: 270.000 - 169.300 = 100.700 €
Sembra ottimo? Attenta: le royalty + fee marketing anno 2 ti hanno portato via 24.300 € all'anno. In 5 anni (se il fatturato resta stabile) sono circa 120.000 €. Messi insieme alla fee iniziale di 50.000, significa 170.000 € in 5 anni al franchisor.
Ti serve una domanda onesta: le 120.000 euro di royalty in 5 anni ti hanno portato davvero almeno 120.000 euro di fatturato in più rispetto a se fossi stata da sola? Se la risposta è sì, il franchising conviene. Se è no, hai pagato per un nome.
Come funziona il franchising in uscita: vendi il tuo format
Cambiamo prospettiva. Tu hai una scuola a Verona che fattura 600.000 € all'anno da 4 anni, con ottimo tasso di completamento, processi scritti, un marchio conosciuto in Veneto. Qualcuno ti ha chiesto "voglio aprirla anche io a Cuneo, me la concedi?".
Cosa devi avere prima di vendere un format
Il 90% delle scuole che pensano di vendere il format non è pronto. Prima di pensare di incassare 50.000 € di fee da un'affiliata, devi avere:
- Un marchio registrato presso l'UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) o l'EUIPO (Ufficio Europeo)
- Bilanci in utile da almeno 3 anni (lo chiede la 129/2004: una rete senza 3 anni di storia operativa non può fare franchising valido)
- Manuali operativi scritti per tutti i processi: iscrizioni, didattica, esami, tutorship, vendita, marketing, gestione reclami
- Un piano studi documentato e aggiornato, idealmente con materiali didattici propri
- KPI misurati e dichiarati: tasso di completamento, placement, customer satisfaction, fatturato medio per allieva
- Una squadra di supporto: almeno una persona dedicata al supporto affiliati (non puoi fare il franchisor tu sola mentre gestisci la tua sede)
- Un contratto di franchising scritto da un avvocato esperto: non copi-incolla di modelli trovati in rete
Se manca anche solo uno di questi pezzi, non sei pronta. Vendere il format troppo presto ti porta due problemi enormi: le affiliate non performano (perché il format non è davvero riproducibile), e tu finisci in tribunale per inadempienza contrattuale.
Quanto si guadagna come franchisor
Supponiamo tu abbia 5 affiliate che fatturano in media 300.000 € ciascuna all'anno.
- Fee iniziali una tantum (se apri 1-2 affiliate all'anno): 50.000 € × 2 = 100.000 €
- Royalty anno (7% su 5 × 300.000 = 1.500.000 €): 105.000 €
- Fee marketing (2% su 1.500.000): 30.000 € (ma questi li RI-spendi in marketing comune)
Al netto del marketing che ri-spendi, incassi circa 205.000 € all'anno dalle affiliate, più il fatturato della tua sede principale. Sembra molto. Ma tieni conto che:
- Hai costi di struttura franchisor: account manager, avvocato, formatori (40-60.000 € all'anno)
- Devi viaggiare, fare riunioni, gestire contenziosi
- Se un'affiliata chiude, perdi royalty e ti resta il grattacapo giudiziario
Tabella: pro e contro onesti del franchising (entrata)
| Aspetto | Pro | Contro |
|---|---|---|
| Brand | Parti con un nome riconoscibile | Non potrai mai farne il tuo |
| Know-how | Manuali e processi pronti | Obbligo di rispettare standard anche se non ti convincono |
| Formazione iniziale | Formazione strutturata | Costa già inclusa in fee, non è "regalo" |
| Marketing | Campagne nazionali ti portano traffico | Paghi la fee marketing a vita |
| Software | Spesso incluso | Non puoi scegliere un altro strumento anche se non ti piace |
| Territorio | Esclusiva protettiva | Limiti alla tua crescita fuori zona |
| Autonomia | Supporto continuo | Non puoi cambiare piano studi, prezzi, materiali |
| Uscita | Tre anni minimi sai di avere il brand | Penale alta se esci prima, e non-concorrenza post contratto |
Caso reale anonimo: la scuola di Patrizia a Foggia
Patrizia (nome di fantasia), ex estetista titolare di un centro, nel 2022 ha aperto una scuola in franchising con una rete che chiamerò "Brand X" (un marchio formazione beauty con 14 sedi al nord). Fee di ingresso 55.000 €, royalty 8%, fee marketing 2%. Territorio esclusivo 30 km.
Anno 1: ha iscritto 22 allieve al primo anno. Fatturato 95.000 €. Perdita di cassa di 15.000 € (normale). Il brand però al sud aveva zero notorietà: le 22 allieve si erano iscritte per lei, non per il nome.
Anno 2: 40 allieve totali (22 nuove + 18 del secondo anno, 4 abbandonate). Fatturato 170.000 €. Royalty + fee marketing pagate: 17.000 €. Utile lordo: 8.000 €. Magrissima.
Anno 3: Patrizia capisce che il brand al sud non lavora. Le campagne marketing nazionali del franchisor si concentravano al nord, dove avevano 14 sedi. A Foggia il logo "Brand X" non diceva niente a nessuno. Chiede al franchisor di abbassare royalty o aumentare il marketing locale. Rifiuto.
Anno 4: Patrizia cerca di uscire dal contratto. Scopre che la clausola di non-concorrenza le impedisce di riaprire una scuola di estetica entro 50 km per 2 anni dopo la cessazione. Penale per recesso anticipato: 40.000 €.
Oggi: Patrizia ha chiuso la scuola, pagato la penale, e aspetta il 2027 per riaprire con un marchio suo. Dice: "Il mio errore è stato non verificare che il brand funzionasse anche nel mio territorio. Al nord la rete era potente, da me era un'etichetta qualunque. Nessuno mi aveva detto che il valore del brand cambia da regione a regione. E nessuno mi aveva spiegato la clausola di non-concorrenza prima di firmare."
Lezione: il franchising NAZIONALE può funzionare a macchia di leopardo. Se entri in una rete, controlla il territorio: il brand è conosciuto anche nella tua zona o solo in quelle dove hanno già sedi?
Errori che vedo sempre (e come evitarli)
Errore 1: firmare il contratto sotto pressione
Il franchisor furbo ti mette fretta: "adesso abbiamo promozione, fee scontata, firma entro 15 giorni". Non cascarci. La Legge 129/2004 ti dà 30 giorni minimi di valutazione del documento precontrattuale. Se ti mettono fretta, qualcosa non va. Pretendi i 30 giorni, fai leggere tutto a un avvocato esperto di franchising (non al tuo commercialista, che non è il suo campo).
Errore 2: non verificare i bilanci del franchisor
La 129/2004 obbliga il franchisor a darti gli ultimi tre bilanci. Pretendili e leggili. Se scopri che il franchisor stesso perde soldi, scappa. Come può insegnarti a fare profitti se lui non ne fa? Fatti anche dare l'elenco dei franchisee attuali (è un obbligo di legge) e chiama 2-3 di loro: chiedi come va, se le royalty sono giustificate, se il supporto c'è davvero.
Errore 3: sottovalutare il territorio
Il territorio esclusivo è un'arma a doppio taglio. Se è troppo piccolo (10 km), rischi che aprano un'altra sede del tuo stesso brand a 11 km e ti facciano concorrenza. Se è troppo grande (100 km), sei tu a non poter aprire una seconda sede in un altra città interessante. Il sweet spot è 25-50 km per una scuola di estetica, o per province confinanti.
Errore 4: pensare che il franchising annulli il rischio
Il franchising RIDUCE il rischio (brand noto, format collaudato) ma non lo azzera. Il 15-20% dei franchisee in Italia chiude o recede entro 5 anni anche nelle reti serie. La storia di Patrizia non è un'eccezione: è frequente.
Errore 5 (da franchisor): vendere il format senza averlo documentato
Se sei dall'altra parte e stai pensando di vendere il tuo format: non farlo se non hai 3 anni di bilanci positivi e manuali operativi scritti. Venderai format vuoto e finirai in tribunale.
Cosa fare adesso
Se stai valutando di entrare in un franchising, questa settimana fai queste 3 cose:
- Fatti dare il documento precontrattuale previsto dalla 129/2004. Se il franchisor te lo nega o lo dà incompleto, è un no secco. Scappa.
- Chiama 3 franchisee attuali della rete (l'elenco è nel documento precontrattuale) e fai domande vere: quanto hanno investito, in quanto tempo sono andati a break-even, cosa rifarebbero, cosa no.
- Porta il contratto a un avvocato esperto di contratti commerciali e franchising. Non al primo avvocato disponibile. 300-600 € di parcella ti salvano da decine di migliaia di euro di errori.
Se invece stai pensando di vendere il tuo format, quest'anno lavora su: marchio registrato UIBM, manuali scritti su tutti i processi, 3 bilanci in utile, un software che ti permette di replicare i processi (qualcosa che serva proprio a uniformare piano studi, presenze, esami e comunicazione in più sedi), un consulente di franchising per il modello commerciale.
Per approfondire il tema della crescita, leggi anche la guida su Aprire la seconda sede della scuola di estetica: quando e come, che è un passo intermedio fra fare tutto da sola e vendere il format ad affiliate esterne. E se il brand è il tuo punto di forza, vedi Licensing del brand scuola, una formula più leggera del franchising. Per capire la salute finanziaria della scuola prima di espanderti, dai un'occhiata alla guida Cash flow scuola estetica: gestire la stagionalità.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra franchising e licensing per una scuola di estetica? Il franchising ti vende un format completo (brand + know-how + procedure + supporto continuo) con obbligo di seguire gli standard. Il licensing ti vende solo il diritto di usare il marchio, senza format dettagliato. Il franchising costa di più ma ti dà molto più supporto; il licensing è più leggero ma meno protettivo per chi entra.
La fee iniziale di franchising è rimborsabile se esco dal contratto? Di norma no. La fee è considerata il corrispettivo per l'ingresso nella rete e per la formazione iniziale, quindi si "consuma" alla firma. In alcuni casi rarissimi, se il franchisor è inadempiente gravemente, puoi chiedere la restituzione parziale in sede giudiziaria.
Quanto dura in media un contratto di franchising beauty? Per legge minimo 3 anni. In pratica i contratti nel settore formazione beauty durano tipicamente 5-7 anni, con rinnovo tacito o espresso. Sotto i 3 anni il contratto è nullo come franchising, può valere al massimo come licenza d'uso del marchio.
Come si calcolano le royalty: sul fatturato o sull'utile? Quasi sempre sul fatturato (ricavi lordi), non sull'utile. Questo è un punto importante: se hai un anno in perdita, le royalty le paghi lo stesso. Non sono "percentuale dell'utile": sono percentuale di quello che incassi, a prescindere da quanto te ne resta.
Cosa succede se sgaro gli standard del franchisor (es. cambio un materiale didattico)? Dipende dal contratto. Nei casi lievi scatta una diffida scritta, magari una penale economica. Nei casi gravi o recidivi il franchisor può risolvere il contratto per inadempimento e chiederti di smettere immediatamente di usare marchio, materiali e know-how.
Il territorio esclusivo vale anche per il mio brand personale? Di norma no. L'esclusiva territoriale riguarda il brand del franchisor (loro non possono aprire un'altra sede col loro stesso marchio nel tuo territorio). Ma a te viene spesso imposta una clausola di non concorrenza che ti vieta di aprire qualunque scuola di estetica concorrente durante il contratto e per 1-2 anni dopo.
Se il franchisor fallisce, io che faccio? È lo scenario peggiore. Il marchio può essere messo all'asta fallimentare, il know-how perde supporto, le campagne marketing collettive si fermano. In teoria il tuo contratto resta valido finché non viene risolto dal curatore. In pratica ti trovi "orfana" con un brand che non vale più niente. Per questo la 129/2004 ti obbliga a verificare i bilanci prima di firmare.
Vale la pena entrare in una rete piccola (2-3 sedi) o meglio solo reti grandi? Le reti piccole hanno spesso fee più basse ma meno solidità. Le reti grandi (>10 sedi) offrono più supporto ma fee alte. La regola: se la rete ha meno di 3 anni di operatività e meno di 3 sedi operative, legalmente non può fare franchising. Diffida se ti propongono contratti "simil-franchising" mascherati.
Risorse e approfondimenti
- Aprire la seconda sede della scuola di estetica: quando e come
- Licensing del brand scuola: vendere il nome della tua scuola a terzi
- Cash flow scuola estetica: gestire la stagionalità delle iscrizioni
- Unit economics scuola estetica: i numeri che contano davvero
- Piano studi triennale scuola estetica: struttura, ore e materie
- Gestionale per la tua scuola
Trova scuole accreditate nella tua regione
Le scuole di estetica accreditate variano regione per regione: ore minime, costi, modalità FAD, finanziamenti regionali. Trova quelle nella tua zona:
Domande frequenti
Il franchising ti vende un format completo (brand + know-how + procedure + supporto continuo) con obbligo di seguire gli standard. Il licensing ti vende solo il diritto di usare il marchio, senza format dettagliato. Il franchising costa di più ma ti dà molto più supporto; il licensing è più leggero ma meno protettivo per chi entra.
Di norma no. La fee è considerata il corrispettivo per l'ingresso nella rete e per la formazione iniziale, quindi si "consuma" alla firma. In alcuni casi rarissimi, se il franchisor è inadempiente gravemente, puoi chiedere la restituzione parziale in sede giudiziaria.
Per legge minimo 3 anni. In pratica i contratti nel settore formazione beauty durano tipicamente 5-7 anni, con rinnovo tacito o espresso. Sotto i 3 anni il contratto è nullo come franchising, può valere al massimo come licenza d'uso del marchio.
Quasi sempre sul **fatturato** (ricavi lordi), non sull'utile. Questo è un punto importante: se hai un anno in perdita, le royalty le paghi lo stesso. Non sono "percentuale dell'utile": sono percentuale di quello che incassi, a prescindere da quanto te ne resta.
Dipende dal contratto. Nei casi lievi scatta una diffida scritta, magari una penale economica. Nei casi gravi o recidivi il franchisor può risolvere il contratto per inadempimento e chiederti di smettere immediatamente di usare marchio, materiali e know-how.
Di norma no. L'esclusiva territoriale riguarda il brand del franchisor (loro non possono aprire un'altra sede col loro stesso marchio nel tuo territorio). Ma a te viene spesso imposta una **clausola di non concorrenza** che ti vieta di aprire qualunque scuola di estetica concorrente durante il contratto e per 1-2 anni dopo.
È lo scenario peggiore. Il marchio può essere messo all'asta fallimentare, il know-how perde supporto, le campagne marketing collettive si fermano. In teoria il tuo contratto resta valido finché non viene risolto dal curatore. In pratica ti trovi "orfana" con un brand che non vale più niente. Per questo la 129/2004 ti obbliga a verificare i bilanci prima di firmare.
Le reti piccole hanno spesso fee più basse ma meno solidità. Le reti grandi (>10 sedi) offrono più supporto ma fee alte. La regola: se la rete ha meno di 3 anni di operatività e meno di 3 sedi operative, legalmente non può fare franchising. Diffida se ti propongono contratti "simil-franchising" mascherati.
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