Licensing del brand scuola: vendere il nome della tua scuola a terzi
Licensing scuola estetica: come concedere in uso il tuo marchio a scuole partner. Differenze con franchising, royalty, tutela del marchio e rischi concreti.
In questa guida
"La mia scuola è conosciuta in tutta la provincia, ma non ho la forza di aprire altre sedi io. Come posso usare il nome che mi sono costruita in 10 anni per farmi conoscere anche altrove, senza mettermi a girare l'Italia?". Questa domanda me la pongono spesso le titolari di scuole ben radicate localmente che hanno un marchio forte ma risorse limitate. La risposta si chiama licensing del brand: una formula più leggera del franchising, dove tu "affitti" il tuo marchio a una scuola partner in un'altra città, incassi royalty, e non ti carichi il peso di gestire il loro format quotidiano. In questa guida vediamo come funziona davvero, quando conviene, i costi, il contratto, e perché senza un marchio registrato bene non puoi nemmeno iniziare a pensarci.
In breve
- Il licensing è un contratto con cui concedi a un terzo il diritto di usare il tuo marchio in cambio di un compenso (royalty)
- È diverso dal franchising: nel licensing cedi SOLO il nome, non il format completo né le procedure
- Prerequisito: il marchio deve essere registrato all'UIBM (Italia) o all'EUIPO (UE). Senza registrazione, non hai niente da licenziare
- Range Italia 2026: fee iniziale 8.000-30.000 €, royalty 4-8% del fatturato della licenziataria
- Il rischio più serio è la diluizione del brand: se il licenziatario lavora male, il tuo nome perde valore
- Serve un contratto scritto con clausole di controllo qualità e possibilità di revoca
- La licenza va trascritta presso UIBM entro 30 giorni dalla firma per essere opponibile ai terzi (art. 138 CPI)
Chi è davvero interessato a questa guida
Se stai leggendo qui, probabilmente rientri in una di queste situazioni. La prima: hai una scuola di estetica da 8-15 anni in una città di media dimensione. Il tuo nome è conosciuto, hai un marchio che funziona bene, ma aprire altre sedi tue costa troppo e ti toglie energia. Ti piacerebbe che altre imprenditrici aprissero "usando il tuo nome", pagando qualcosa.
La seconda: sei agli inizi come scuola, qualcuno ti ha proposto di usare IL SUO marchio (una scuola locale conosciuta nella zona) e tu devi capire se è una buona idea e cosa firmerai.
La terza: sei in mezzo fra franchising e niente. Il franchising ti sembra troppo complesso e costoso da gestire, non hai manuali e procedure documentate, però il tuo marchio è forte. Il licensing potrebbe essere il ponte giusto.
In tutti e tre i casi, la cosa che devi tenere a mente è questa: il licensing è più leggero ma meno protettivo di entrambe le parti rispetto al franchising. Ti serve chiarezza su cosa vendi, cosa compri, e come tutelare il marchio. Se sbagli il contratto, o se sbagli il partner, il tuo nome può essere danneggiato per sempre.
I concetti di base che devi sapere
Prima dei numeri e del contratto, mettiamo ordine nelle parole chiave.
Il marchio e la sua registrazione
Marchio È il segno distintivo (nome, logo, claim, combinazione grafica) che identifica la tua scuola. "Accademia Rosa" è un marchio denominativo; "il logo con la rosa stilizzata" è un marchio figurativo. Il marchio è un bene aziendale immateriale: vive nella testa delle persone e nei registri ufficiali.
Un marchio ha valore solo se è registrato (UIBM Italia, EUIPO UE), usato davvero sul mercato (altrimenti decade) e distintivo (non puoi registrare "scuola di estetica", è generico). Sui costi e tempi di registrazione UIBM/EUIPO vedi la sezione dedicata più avanti.
Licensing vs franchising: la differenza che conta
| Aspetto | Franchising | Licensing |
|---|---|---|
| Cosa cedi | Brand + format completo + know-how + procedure + formazione + supporto continuo | Solo il marchio (nome/logo) |
| Standardizzazione | Fortissima: il franchisee deve copiare tutto | Leggera: il licenziatario usa il marchio, gestisce come vuole |
| Legge di riferimento | Legge 129/2004 (stringente) | Codice Proprietà Industriale D.Lgs. 30/2005 |
| Durata minima | 3 anni per legge | Libera (tipicamente 5-10 anni) |
| Royalty tipiche beauty | 5-10% fatturato | 4-8% fatturato |
| Fee iniziale | 20-80 k€ | 8-30 k€ |
| Supporto operativo | Continuo, obbligatorio | Minimo o nullo |
| Documento precontrattuale | Obbligatorio (30 giorni prima) | Non obbligatorio per legge |
In poche parole: con il franchising "vendi un business intero", con il licensing "vendi un nome". Il licensing è adatto a chi ha un marchio forte ma non ha manualizzato il resto, o a chi non vuole caricarsi il peso di supportare le affiliate ogni giorno.
Royalty nel licensing: come si calcolano
Nel licensing le royalty sono più basse del franchising perché offri meno. I modelli più comuni:
- Percentuale sul fatturato: 4-8% del fatturato lordo (il più comune ed equo)
- Fee fissa annua: 8.000-15.000 €/anno indipendente dal fatturato
- Fee per iscritto: 80-200 € per allieva iscritta
- Modello misto: fee minima (es. 6.000 €/anno) + % oltre soglia (es. 4% oltre 100.000 €)
Diluizione del brand: il rischio numero 1
Diluizione del brand Deterioramento del valore del tuo marchio per uso improprio o non controllato. Il licenziatario lavora male, riceve recensioni negative, non mantiene gli standard: il tuo marchio perde credibilità anche nella sede originaria. È il motivo per cui un contratto di licensing DEVE prevedere clausole di controllo qualità e possibilità di revoca.
Registrazione marchio UIBM: costi, tempi, cosa serve davvero
Senza marchio registrato non c'è licensing. Le scelte a monte (cosa registri, in quante classi, in quale territorio) incidono direttamente su quanto è solido il tuo asset da licenziare.
Cosa registrare: denominativo, figurativo, composto
- Marchio denominativo: registri solo la parola (es. "Accademia Rosa"). È il più protettivo: copre la dicitura indipendentemente da font e colori.
- Marchio figurativo: registri il logo grafico. Protegge la rappresentazione visiva ma non la parola.
- Marchio composto: registri parola + logo insieme. Più comune ma più debole: se modifichi il logo devi rifare la domanda.
Strategia consigliata: se il brand è consolidato, registra due marchi separati (uno denominativo e uno figurativo). Costa il doppio in tasse ma raddoppia la copertura.
Costi UIBM 2026 e classi di Nizza
| Voce | Costo |
|---|---|
| Tassa governativa prima classe | 101 € |
| Tassa per ogni classe aggiuntiva | 34 € |
| Diritti di segreteria + bollo virtuale | 82 € |
| Totale tasse 1 classe | 183 € |
| Totale tasse 2 classi | 217 € |
| Totale tasse 3 classi | 251 € |
| Parcella consulente PI (opzionale) | 300-600 € |
| Ricerca di anteriorità professionale (opzionale) | 150-300 € |
Classi di Nizza rilevanti per scuola di estetica: classe 41 (educazione, formazione — minima obbligatoria), classe 44 (servizi di igiene e bellezza, se hai centro applicato), classe 35 (pubblicità, vendita gadget). Combinazione tipica per licensing serio: 41 + 44 + 35.
Tempi e diritti
- Mese 0: deposito online su uibm.gov.it
- Mese 1-3: esame formale + pubblicazione su Bollettino (parte il periodo di 3 mesi di opposizione)
- Mese 6: esame sostanziale UIBM
- Mese 6-12: registrazione completata, certificato rilasciato
Se arriva un'opposizione, i tempi si allungano di 6-18 mesi e i costi di difesa salgono di 1.500-4.000 €.
Licensor (chi licenzia): mantiene titolarità piena, riscuote royalty, controlla qualità, può revocare per inadempimento. È obbligato a difendere il marchio: se non lo fa, decade per "non uso".
Licensee (chi riceve la licenza): usa il marchio nel territorio e nei limiti contrattuali, non è proprietario, non può modificarlo né sublicenziarlo. Diritto a essere informato in caso di contraffazione.
Quando registrare anche EU-wide (EUIPO)
L'EUIPO copre tutti i 27 Paesi UE con una sola domanda. Costi 2026: 850 € prima classe, 50 € seconda classe, 150 € per ogni ulteriore. Totale 2 classi = 900 €. Conviene se prevedi licensing transfrontaliera o se il brand ha già riconoscimento online europeo. Per il 90% delle scuole italiane, UIBM è sufficiente.
Trascrivere la licenza all'UIBM entro 30 giorni: l'art. 138 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005) prevede che il contratto di licenza vada trascritto presso UIBM per essere opponibile ai terzi. Costo: 81 € di tassa + 150-250 € di parcella. Se non trascrivi e poi cedi il marchio a qualcun altro, il licenziatario originale non può difendere il proprio diritto.
Come funziona il licensing in pratica: le tappe
L'operazione di licensing si costruisce in 5 tappe sequenziali:
- Registra il marchio (ricerca di anteriorità + deposito UIBM, vedi sezione dedicata sopra). Senza certificato non hai nulla da concedere.
- Prepara le condizioni economiche minime prima di trattare: fee iniziale (8-30.000 €), royalty (4-8%), durata (5-10 anni), territorio circoscritto, esclusività sì/no, standard di qualità minimi.
- Negozia e redigi il contratto con un avvocato esperto di proprietà industriale (vedi le 8 clausole non negoziabili sotto).
- Trascrivi entro 30 giorni alla UIBM (art. 138 D.Lgs. 30/2005). Senza trascrizione, se domani cedi il marchio a un terzo, il licenziatario originale non può difendere il proprio diritto.
- Controllo continuo: incassa royalty con verifica bilanci, fai 2-3 visite ispettive/anno, monitora recensioni online, verifica uso corretto del logo. Senza controllo, diluizione garantita.
Template contratto licensing: le 8 clausole non negoziabili
Un contratto di licensing fatto seriamente occupa 15-25 pagine. Queste sono le 8 clausole che, se mancano, rendono il contratto carta straccia.
1. Definizione precisa del marchio licenziato. Numero di registrazione UIBM, classi di Nizza coperte, loghi e payoff in formato vettoriale come allegato A, specimen di uso autorizzato (insegna, web, materiali stampati). Senza questa precisione, ogni futura discussione su "il licenziatario ha modificato il logo" diventa parere soggettivo.
2. Territorio: esclusivo o non esclusivo. Definisci con precisione: regione, provincia, area in km, o lista di comuni. Specifica il tipo di esclusiva (totale, limitata, non esclusiva) e l'estensione online (il licenziatario può fare advertising su residenti fuori territorio?). Per una scuola con corsi online questa clausola è cruciale.
3. Durata e rinnovo. Standard di mercato licensing scuola: 5-10 anni con rinnovo automatico salvo disdetta 6 mesi prima della scadenza. Sotto i 5 anni il licenziatario non ammortizza; sopra i 10 il licensor si lega troppo. Prevedi sempre clausola di rinegoziazione delle royalty al rinnovo.
4. Royalty: percentuale, fee fissa o ibrido. Le tre formule:
- % fatturato: 4-8% del fatturato lordo annuo (la più comune ed equa)
- Fee fissa annua: es. 12.000 €/anno (semplice ma penalizza chi cresce molto o crolla)
- Modello ibrido: fee minima (es. 6.000 €/anno) + % oltre soglia (es. 4% oltre 100.000 €)
Aggiungi sempre: modalità di pagamento, interessi di mora, diritto di audit annuale sui bilanci della licenziataria.
5. Standard di qualità minimi. Devono essere oggettivamente misurabili, non vaghi:
- 1 docente qualificato ogni 12 allieve, ore minime di laboratorio per modulo
- Voto medio gradimento allieve ≥ 4/5 su questionario fine corso
- Recensioni Google ≥ 4,0/5 di media; nessun periodo > 90 giorni consecutivi sotto 3,5 stelle
- Standard estetici struttura (planimetria, colori, segnaletica, divise)
- Obbligo di partecipare a 2 incontri annuali di allineamento brand col licensor
6. Riservatezza e know-how. Anche se il licensing puro non prevede trasferimento sostanziale di know-how (altrimenti franchising mascherato), nei fatti condividerai liste fornitori, contatti docenti, brief marketing. Clausola di riservatezza con durata 5-10 anni anche post-contratto e penali in caso di violazione (es. 25.000 € + danni).
7. Risoluzione e default. Casi tipici di risoluzione automatica: mancato pagamento royalty oltre 60 giorni, violazione standard non sanata in 90 giorni, recensioni sotto 3,5 stelle per 90 giorni consecutivi, modifica non autorizzata del marchio, cessione a terzi senza autorizzazione, procedure concorsuali. Per ciascun caso definisci diffida formale (PEC), termine di sanatoria, conseguenze economiche.
8. Foro competente e legge applicabile. Tribunale delle Imprese della città del licensor (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli a seconda della distribuzione territoriale). Legge italiana, in particolare D.Lgs. 30/2005 (Codice Proprietà Industriale). Clausola di mediazione obbligatoria prima della causa: riduce tempi e costi del 60-70% nei casi risolvibili in via stragiudiziale.
Mini case study: licensor Milano → licensee Puglia
Per capire l'economia del licensing dal punto di vista del licensor, scenario realistico (basato su mercato 2024-2026, anonimizzato).
Setup: scuola di estetica milanese (10 anni di attività, 600 allieve formate, fatturato sede principale 480.000 €/anno) licenzia il brand a una scuola pugliese di nuova apertura, condotta da un'imprenditrice locale con 8 anni di esperienza come centro estetico.
Termini contratto:
- Fee iniziale: 18.000 € (3 rate a 30/90/180 giorni dalla firma)
- Royalty: 6% sul fatturato annuo della licenziataria (verificato su bilancio depositato)
- Durata: 7 anni con rinnovo automatico 5 anni
- Territorio: regione Puglia, esclusiva
- Controllo qualità: 3 visite/anno + audit semestrale online
- Trascrizione UIBM completata 18 giorni dopo la firma (230 € totali)
Anno 1 (avvio): licenziataria impiega 4 mesi a strutturarsi e parte a settembre. 22 iscritte. Fatturato anno 1 parziale 80.000 € → royalty 6% = 4.800 €. Totale anno 1 licensor: 18.000 + 4.800 = 22.800 €.
Anno 3 (a regime): 65 allieve attive su tre annualità + corsi specialistici, fatturato 220.000 € → royalty 13.200 €/anno.
Costi annui licensor per gestire la licenza:
| Voce | Costo (€/anno) |
|---|---|
| 3 visite di controllo Milano-Puglia (viaggio + tempo) | 2.500-3.500 |
| Audit semestrali online + screening recensioni | 800-1.200 |
| Materiali grafici aggiornati + brief marketing | 600-1.000 |
| Consulente PI per monitoraggio | 600-1.300 |
| Totale costo annuo per licenziataria | 4.500-7.000 |
Margine netto anno 3 a regime: 13.200 − 4.500/7.000 = 6.000-9.000 €/anno per licenziataria.
Scalabilità: con 3 licenziatarie a regime (territori non sovrapposti), il licensor incassa 39.600 €/anno di royalty − 13.500-21.000 € di costi controllo = margine netto 18.600-26.100 €/anno. È un secondo flusso di reddito sopra alla scuola principale, senza assunzioni né affitti aggiuntivi.
Regola pratica licensing scalabile: 1-2 licenziatarie le gestisci nei ritagli di tempo. 3-4 richiedono 1 giorno a settimana dedicato. Da 5 in su, serve una persona dedicata (responsabile rete) o devi ripensare il modello (franchising vero o seconda sede diretta). Pianifica la struttura di controllo PRIMA di firmare la terza licenza, non dopo.
Caso reale: cosa va storto se sbagli i controlli
Daniela (nome di fantasia) ha una scuola di estetica a Napoli da 12 anni, marchio UIBM registrato dal 2018. Nel 2022 firma con Marilena, titolare di un centro estetico a Salerno: fee 8.000 €, royalty 4% sul fatturato, durata 3 anni, territorio Salerno esclusivo, una sola visita di controllo all'anno.
Primi 18 mesi tutto bene: Marilena fattura 90.000 € primo anno, royalty pagate puntuali. Mese 19 arriva una recensione pessima su Google ("docenti assenti, piano studi improvvisato"). Visita ispettiva non programmata: Marilena ha ridotto le ore di laboratorio, sostituito 2 docenti qualificati con personale non titolato, e modificato il logo aggiungendo "by Marilena". Diffida formale, rifiuto, attivazione clausola di risoluzione. Causa di 14 mesi: Daniela vince, Marilena deve smettere di usare il marchio e pagare 15.000 € di danni. Ma il nome di Daniela a Salerno è stato danneggiato, e alcune clienti di Napoli si sono confuse leggendo le recensioni negative.
Lezione di Daniela oggi: "Una visita all'anno non basta. E avrei dovuto chiedere il bilancio semestrale, non annuale, per capire prima che stava tagliando costi. Oggi nei contratti metto: 3 visite/anno, bilancio semestrale, e clausola di revoca immediata in caso di recensioni sotto 3,5 stelle per 90 giorni consecutivi."
Quando il licensing ha senso (e quando no)
Ha senso quando:
- Hai un marchio registrato con notorietà locale o regionale consolidata
- Non hai tempo/soldi per espanderti direttamente con sedi tue
- Il tuo format non è (ancora) così manualizzato da poter fare franchising serio
- Trovi un partner di fiducia: professionalmente affidabile, con esperienza di gestione
- Vuoi monetizzare il brand senza caricarti responsabilità operative grandi
Non ha senso quando:
- Il marchio non è registrato (non puoi licenziare qualcosa che non è formalmente tuo)
- Il tuo brand è noto solo a un gruppo ristretto di clienti (pochi effetti leva)
- Non hai tempo per fare i controlli qualità (senza controllo, diluizione garantita)
- Il partner che ti propone l'accordo non ha esperienza di scuola (ti stai appoggiando a un'esordiente)
- Vuoi un rapporto "stretto" col licenziatario: meglio il franchising, oppure valuta di aprire la seconda sede direttamente
Errori che vedo sempre (e come evitarli)
Errore 1: licenziare un marchio non registrato
Senza registrazione UIBM, il tuo "marchio" è solo un nome. Nessuno ti impedisce di usarlo, certo, ma nessuno ti protegge se un altro lo usa uguale. Non puoi licenziare ciò che non è formalmente tuo. Prima registra, poi negozia.
Errore 2: contratto fatto con modelli trovati online
I modelli gratuiti di contratto di licenza sono generici, spesso vecchi, e non contengono clausole di controllo qualità adatte al settore formazione. Paga un avvocato (800-1.500 €) per un contratto fatto su misura. È un investimento, non un costo.
Errore 3: non fare i controlli
Un licensing senza controllo qualità è una bomba a orologeria. Se il licenziatario lavora male e tu non te ne accorgi, al risveglio il tuo brand è diluito. Pianifica 2-3 visite/anno + monitoraggio recensioni online mensile.
Errore 4: royalty troppo basse per "far partire" il partner
L'errore opposto: per convincere il primo licenziatario, alcune titolari abbassano royalty e fee quasi a zero. "Tanto è il primo, poi alzo col secondo". Nì. La royalty che firmi col primo partner diventa lo standard di mercato: difficile chiederne di più ai successivi se si parlano fra loro (e si parlano, credimi).
Errore 5: concedere territori troppo grandi
Se dai in licenza "tutta la Sicilia" a una sola scuola che sta a Palermo, perdi la possibilità di licenziare una scuola a Catania più tardi. Definisci territori circoscritti per classe (una o due province al massimo) e tieniti aperta la possibilità di altre licenze in altre zone.
Errore 6: dimenticare la trascrizione UIBM
Firmi il contratto, festeggi, e poi non depositi mai la trascrizione presso UIBM. Anni dopo, magari vendi la scuola o cedi il marchio: il nuovo proprietario non sa nemmeno dell'esistenza del licenziatario. Risultato: contenzioso a tre, il licenziatario perde la protezione, tutti pagano avvocati. Il deposito UIBM costa 230 € e va fatto entro 30 giorni.
Cosa fare adesso
Se il licensing ti interessa, questa settimana fai queste 3 cose:
- Verifica lo stato del tuo marchio su uibm.gov.it. Se non è registrato, parti dalla ricerca di anteriorità e apri la pratica. Non puoi licenziare finché non hai il certificato in mano.
- Definisci per iscritto le condizioni minime che vorresti: fee, royalty, territorio, durata, obblighi di controllo qualità. Senza questo documento sei in balia di qualunque offerta ti arrivi.
- Trova un avvocato esperto di proprietà industriale. Non il tuo commercialista. Preventivo tipico: ricerca marchio (150-300 €), deposito (183 € tasse 1 classe + 300-600 € parcella), contratto di licenza (800-1.500 €), trascrizione UIBM (81 € tassa + 150-250 € parcella).
Se valuti formule più integrate, leggi Franchising scuola di estetica: conviene davvero? (formula più strutturata, richiede manuali operativi). Se invece stai pensando di aprire tu stessa una nuova sede, la guida Aprire la seconda sede della scuola di estetica ti aiuta a decidere la governance. Sul piano legale, Diritto d'autore sul materiale didattico è il compagno obbligatorio per chi licenzia: se condividi dispense, slide, video, devi sapere chi ne è proprietario. Per il calcolo dell'economia complessiva (licensing vs seconda sede), parti da Unit economics scuola estetica.
Per gestire il controllo qualità a distanza (visite, KPI, reportistica uniforme) ti serve un'infrastruttura software che ti mostri cosa succede ogni giorno nelle sedi licenziatarie: presenze, esami, tassi di completamento, reclami, recensioni. Scopri come Biutify gestisce reti di scuole con marchio licenziato: dashboard unica con permessi differenziati per sede, accesso in sola lettura del licensor sulla scuola licenziataria senza dover chiedere bilanci semestrali via PEC.
Risorse e approfondimenti
- Franchising scuola di estetica: conviene davvero? — l'alternativa più strutturata
- Aprire la seconda sede della scuola di estetica: quando e come — l'alternativa diretta al licensing
- Diritto d'autore sul materiale didattico — compagno legale obbligatorio per chi licenzia
- Unit economics scuola estetica: i numeri che contano davvero — calcolo ROI licensor vs licensee
- Cash flow scuola estetica: gestire la stagionalità delle iscrizioni
- Marketing scuola estetica: strategie di base per iscrivere di più
- Software per scuole di estetica: gestione reti e licensing
Domande frequenti
Sì. Tecnicamente puoi licenziare anche un marchio "di fatto" (usato ma non registrato), ma la protezione giuridica è debolissima: se un terzo lo copia o registra prima di te, perdi tutto. Per un'operazione seria, la registrazione UIBM è prerequisito non negoziabile.
Tassa governativa 101 € per la prima classe + 34 € per ogni classe aggiuntiva (Nice classes 35, 41, 44 sono le rilevanti per scuola di estetica). Diritti di segreteria 40 €. Se ti fai assistere da un consulente marchi, aggiungi 300-600 € di parcella. Totale tipico per registrazione su 2 classi (41 + 44): circa 530-830 € chiavi in mano. La registrazione dura 10 anni e si rinnova con la stessa tassa.
Puoi, ma è rischioso. Ti conviene prima regolarizzare la posizione: deposita subito la domanda UIBM, verifica che nessuno abbia registrato nel frattempo, poi procedi con il licensing. Iniziare con un marchio non registrato espone te e il licenziatario a contestazioni di terzi.
Il franchising ti vende un pacchetto completo (brand + format + know-how + supporto); il licensing ti vende solo il nome. Franchising = "compro il tuo business da replicare", licensing = "affitto il tuo nome e gestisco come voglio, nei limiti del contratto".
Sì, se la clausola di revoca è ben scritta nel contratto. Deve prevedere: cosa significa "non rispettare gli standard" (oggettivamente misurabile), preavviso, tempi di correzione, modalità di revoca. Senza queste clausole la revoca diventa un procedimento giudiziario lungo e incerto.
Se è una violazione contrattuale, attivi le clausole di diffida e penale. Se l'uso è così distorto da configurare un nuovo marchio, puoi agire per contraffazione davanti al Tribunale delle Imprese. Le visite di controllo servono esattamente a cogliere questi problemi prima che diventino gravi.
Quante ne vuoi, ma definendo territori ben distinti. Una licenza per provincia o per macroarea evita conflitti. Se dai licenza non esclusiva, puoi dare più licenze nello stesso territorio (ma il valore economico crolla: chi prende una licenza vuole sapere di essere "l'unico" in zona).
In linea di principio no: la 129/2004 si applica al franchising vero e proprio. Ma se il tuo contratto di "licensing" includesse anche trasferimento di know-how, formazione strutturata, obblighi di standardizzazione stretta, un giudice potrebbe riqualificarlo come franchising mascherato e applicare la 129/2004 (con nullità del contratto se non rispetta gli obblighi precontrattuali). Per sicurezza, il contratto deve restare "puro licensing di marchio".
Sì, è fortemente consigliato. L'art. 138 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005) prevede che la licenza vada trascritta presso UIBM per essere opponibile ai terzi. Il termine pratico è 30 giorni dalla firma. Se non trascrivi e poi cedi il marchio a qualcun altro, il licenziatario originale non può difendere il proprio diritto. Costo trascrizione: 81 € di tassa + parcella consulente 150-250 €.
Sì, ma serve un nuovo contratto, non un'integrazione. Se decidi di evolvere il rapporto trasferendo anche know-how, manuali e supporto continuo, devi rispettare la Legge 129/2004 dall'inizio: bilanci certificati, documento precontrattuale 30 giorni prima, durata minima 3 anni. La transizione tipica avviene quando il licensor ha manualizzato il proprio format e vuole monetizzare di più.
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