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Tensioattivi detergenti: anionici, cationici, non-ionici, anfoteri

Cos'è un tensioattivo, le quattro classi principali (anionici, cationici, non-ionici, anfoteri), esempi INCI e cosa dice davvero la ricerca su SLS e SLES.

Team Biutify Academy8 min di lettura
In questa guida

I tensioattivi sono la categoria di ingredienti che incontri ogni giorno: ogni shampoo, ogni bagnoschiuma, ogni detergente viso, ogni dentifricio contiene tensioattivi. Capirli ti permette di scegliere meglio per la tua cliente, smontare claim di marketing scorretti e riconoscere quando un detergente è semplicemente sbagliato per quel tipo di pelle.

In questa guida vediamo:

  • cos'è un tensioattivo e perché funziona
  • le quattro classi in base alla carica
  • gli esempi INCI più comuni
  • il caso SLS/SLES: cosa è scienza, cosa è marketing
  • la scelta del detergente per tipo di pelle

Cos'è un tensioattivo

Un tensioattivo è una molecola anfifilica: ha due regioni chimicamente opposte.

  • Testa polare (idrofila): ama l'acqua, la respinge dall'olio
  • Coda apolare (lipofila): ama l'olio, la respinge dall'acqua

Questa doppia natura permette ai tensioattivi di fare da ponte tra acqua e sostanze grasse. Sulla cute (e sui capelli) lo sporco è una miscela di sebo, sudore, residui di prodotto, cellule morte, inquinamento. Una buona parte è grassa: l'acqua da sola non la rimuove. Il tensioattivo si dispone con la coda dentro la goccia di sebo e la testa verso l'acqua di lavaggio, formando una micella che trasporta lo sporco via dalla cute.

Questo è il motivo per cui i tensioattivi sono indispensabili in qualsiasi prodotto di detersione. Senza tensioattivi, l'acqua sciacqua via sudore e poco altro.

Tensioattivo, emulsionante, detergente

I tre termini si sovrappongono. Tutti gli emulsionanti sono tensioattivi, ma non tutti i tensioattivi sono adatti a essere emulsionanti in una crema leave-on (alcuni sono troppo aggressivi). Tutti i detergenti sono tensioattivi, ma alcuni tensioattivi (i polyglyceryl esters delicati nelle creme) hanno potere detergente irrilevante.

Nel parlare cosmetologico:

  • Tensioattivo = la categoria chimica
  • Detergente = un tensioattivo (o miscela) usato per pulire in prodotti rinse-off
  • Emulsionante = un tensioattivo usato per stabilizzare un'emulsione leave-on

Le quattro classi

I tensioattivi si classificano in base alla carica della testa polare in acqua.

1. Anionici (carica negativa)

Sono i detergenti più potenti e più schiumogeni. Comprendono i solfati e i carboxylati. Vantaggi: ottima pulizia, schiuma abbondante, costo basso. Svantaggi: irritazione cutanea dose-dipendente, alterano la barriera lipidica se usati a concentrazione alta o frequenza eccessiva.

Esempi INCI:

  • Sodium Lauryl Sulfate (SLS): il più "duro" della famiglia, ottima detergenza, irritante
  • Sodium Laureth Sulfate (SLES): versione etossilata, più delicato, standard nella cosmetica di massa
  • Ammonium Lauryl Sulfate (ALS): simile al SLS
  • Sodium Cocoyl Isethionate (SCI): anionico delicato derivato dal cocco, comune in syndet
  • Sodium Lauroyl Glutamate, Sodium Cocoyl Glutamate: anionici aminoacidici, molto delicati, costo più alto
  • Sodium Methyl Cocoyl Taurate: anionico taurato, delicato

2. Cationici (carica positiva)

Sono poco detergenti e molto condizionanti. Si depositano sulla cute o sul capello (entrambi caricati negativamente) e li ammorbidiscono. Sono il cuore dei balsami per capelli e di alcuni prodotti antisettici.

Esempi INCI:

  • Cetrimonium Chloride (CTAC): condizionante, anche con leggera attività antimicrobica
  • Behentrimonium Chloride: condizionante più delicato, comune in balsami premium
  • Benzalkonium Chloride: prevalentemente in prodotti antisettici e disinfettanti, non in cosmetica leave-on viso
  • Quaternium-15, Quaternium-22: cationici "quat", spesso anche conservanti

Nei detergenti viso e shampoo i cationici sono raramente i tensioattivi primari: sono incompatibili con gli anionici in molte formule (si neutralizzano a vicenda) e non producono schiuma significativa. Trovi cationici nei balsami capelli, in alcuni co-wash, in lozioni post-lavaggio condizionanti.

3. Non-ionici (senza carica)

Sono delicati, stabili a pH variabili, non interagiscono elettrostaticamente con la cute. Sono lo standard nei detergenti per pelle reattiva, bambini, dermatologici.

Esempi INCI:

  • Decyl Glucoside, Lauryl Glucoside, Coco-Glucoside: alchil glucosidi, molto delicati, da fonti vegetali rinnovabili
  • Polysorbate 20, Polysorbate 80: usati anche come solubilizzanti in toner e profumi
  • PEG-40 Hydrogenated Castor Oil: solubilizzante e tensioattivo leggero
  • Cocamide MEA, Cocamide DEA: storici, oggi meno usati per restrizioni regolatorie sulle alcanolamine

4. Anfoteri (carica variabile col pH)

Sono carichi positivamente a pH acido, negativamente a pH alcalino, neutri a pH intermedio. Hanno proprietà intermedie: detergenza moderata, schiuma media, ottima tolleranza. Funzionano molto bene come secondari in combinazione con anionici, ammorbidendo la loro durezza.

Esempi INCI:

  • Cocamidopropyl Betaine (CAPB): il più diffuso al mondo, spesso accoppiato a SLES
  • Sodium Lauroamphoacetate: anfotero delicato, comune in shampoo baby
  • Disodium Cocoamphodiacetate: simile

Tabella sintetica delle quattro classi

ClasseCaricaEsempio INCIDetergenzaSchiumaTolleranza
AnionicaNegativaSLES, SLSAltaAltaMedia (irritante a dose alta)
Anionica delicataNegativaSodium Cocoyl GlutamateMedia-altaMediaBuona
CationicaPositivaCetrimonium ChlorideBassaBassaBuona (su capello)
Non-ionicaNessunaDecyl GlucosideMediaBassaOttima
AnfoteraVariabileCocamidopropyl BetaineMediaMediaBuona

Il caso SLS/SLES

Il Sodium Lauryl Sulfate e il Sodium Laureth Sulfate sono diventati il bersaglio di una grossa campagna di marketing "sulfate-free" tra il 2005 e il 2020. Vediamo cosa dice la letteratura e cosa no.

Cosa è vero

  • L'SLS è irritante dose-dipendente: a concentrazione alta (sopra il 15%) e tempo di contatto prolungato altera la barriera lipidica cutanea. È usato standardmente come irritante di riferimento in studi dermatologici proprio per questa caratteristica.
  • L'SLES è più delicato di SLS per via dell'etossilazione, ma resta un anionico forte.
  • In persone con dermatite atopica, eczema, cute molto reattiva, il SLS e a volte il SLES possono peggiorare la condizione.
  • Il processo di etossilazione può lasciare tracce di 1,4-diossano, contaminante regolamentato dalla SCCS. Produttori seri purificano il prodotto sotto le soglie consentite.

Cosa è falso o esagerato

  • L'SLS non è classificato come cancerogeno dalla IARC, dall'EFSA o dalla SCCS. I claim "SLS causa cancro" sono basati su un'errata lettura di un report sulla frequenza d'uso negli studi tossicologici (più volte studiato ≠ più dannoso).
  • Un detergente con SLES ben formulato a pH 5-6, usato 1-2 volte al giorno per pochi secondi e sciacquato, non danneggia la cute normale in modo apprezzabile.
  • "Sulfate-free" non significa automaticamente "più delicato": un prodotto sulfate-free con tensioattivi non-ionici scelti male può essere meno performante e ugualmente irritante.

Il pH del detergente

Il film idrolipidico cutaneo è leggermente acido, pH 4,5-5,5. Un detergente troppo alcalino lo altera e l'effetto sull'integrità della barriera è proporzionale a frequenza e tempo di contatto.

  • pH 4,5-6,5: range "skin-friendly", standard nei detergenti moderni
  • pH 7-8: neutri, accettabili per cute normale ma meno ideali per atopica/reattiva
  • pH 9-10: alcalini (saponi tradizionali, alcuni detergenti antimicrobici), seccano marcatamente

Quando vedi un sapone solido tradizionale (sodium tallowate, sodium cocoate, potassium palmate) il pH è alcalino: ottimo per le mani in alcune situazioni, sconsigliato come detergente viso quotidiano per cute media o secca.

I syndet (synthetic detergent) sono formulazioni solide in pane che sembrano sapone ma usano tensioattivi non-saponosi (sodium cocoyl isethionate è il classico): pH 5-6, ben tollerati anche sul viso.

Esempi pratici

Detergente viso "schiumoso" mainstream

Aqua, Sodium Laureth Sulfate, Cocamidopropyl Betaine, Sodium Chloride, Glycerin, Phenoxyethanol, Citric Acid, Parfum, Tetrasodium EDTA

Lettura: SLES anionico primario + CAPB anfotero secondario (combinazione classica per ridurre l'irritazione del solfato). Citric acid regola probabilmente a pH 5-6. Sistema detergente standard, ben formulato, indicato per cute normale-oleosa. Non per atopica o molto reattiva.

Detergente per pelle reattiva

Aqua, Coco-Glucoside, Decyl Glucoside, Glycerin, Sodium Cocoyl Glutamate, Pantenol, Allantoin, Citric Acid, Phenoxyethanol

Lettura: due alchil glucosidi non-ionici delicati come tensioattivi primari + un anionico aminoacidico delicato secondario. Pantenolo e allantoina lenitivi. È un detergente per cute reattiva, post-trattamento, dermatologica.

Sapone solido tradizionale

Sodium Olivate, Sodium Cocoate, Aqua, Glycerin, Sodium Chloride, Parfum

Lettura: saponi di olio d'oliva e cocco. pH alcalino (~9-10). Adatto a mani e corpo in cute normale, sconsigliato come detergente viso quotidiano specie per pelle secca o matura.

Indicazioni per tipo di pelle

Tipo cuteTensioattivi consigliatiDa evitare
NormaleAnionici delicati + anfoteri (SLES + CAPB ben formulato)Saponi alcalini quotidiani
Oleosa, acneicaAnionici a pH 5-5,5, eventualmente salicilico 1-2%Detergenti troppo aggressivi che inducono sovraproduzione di sebo
MistaAnionici delicati + anfoteriSaponi alcalini
SeccaNon-ionici (alchil glucosidi), syndet, latte detergentiSLS, saponi alcalini
Reattiva, sensibileSolo non-ionici delicatiTutti gli anionici forti
AtopicaDetergenti dermatologici testati, syndetSLS, saponi tradizionali, profumazioni intense

Cosa fa davvero la differenza in cabina

Non è "scegliere il detergente più costoso", è scegliere quello adatto alla cliente reale. Una pelle oleosa con un detergente troppo delicato resta lucida e con comedoni; una pelle reattiva con un anionico forte si arrossa e tira. La diagnosi cutanea precede la scelta del prodotto.

Capire i tensioattivi ti aiuta anche a smontare con calma i miti che le clienti portano in cabina ("ho sentito che i solfati fanno cancro"). Una professionista che spiega con scienza è una che la cliente ascolta e a cui torna.

La pratica certificata

Riconoscere a vista un INCI di detergente, valutare se è coerente con la cute della cliente, suggerire alternative motivate: è una competenza che si forma sui casi reali. Le ore di laboratorio supervisionato di una scuola seria ti permettono di esercitare la lettura INCI e la diagnosi su decine di prodotti e tipologie di pelle, con docenti che ti correggono prima che gli errori arrivino alla cliente in cabina.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra SLS e SLES?

SLS è Sodium Lauryl Sulfate. SLES è Sodium Laureth Sulfate (sulfato di laurile etossilato). L'etossilazione del SLES riduce l'irritazione cutanea rispetto a SLS, ma può lasciare tracce di 1,4-diossano se il processo di produzione non è purificato (la SCCS richiede livelli sotto soglie precise). In pratica: SLES è più tollerato di SLS, ma per cute molto reattiva nessuno dei due è ideale.

I tensioattivi 'naturali' sono più delicati?

Dipende dalla molecola, non dall'origine. Decyl glucoside (da glucosio di mais e alcohol decilico vegetale) è generalmente molto delicato. Sapone vero (sale di acidi grassi vegetali e idrossido di sodio) è alcalino (pH 9-10) e può alterare la barriera cutanea acida. La distinzione 'naturale vs sintetico' non determina la tollerabilità.

Perché alcuni detergenti viso non fanno schiuma?

Perché usano sistemi tensioattivi a bassissimo potere schiumogeno (non-ionici delicati come polyglyceryl esters, oppure latte detergenti su base oleosa con tensioattivi solo nella fase di emulsione). La schiuma abbondante non è indice di pulizia migliore: è un'esperienza sensoriale, non un parametro di efficacia.

I tensioattivi 'solfato free' sono sempre meglio?

Per pelli reattive o capelli trattati chimicamente possono essere preferibili. Per la maggior parte delle persone con cute normale, un buon detergente con SLES ben formulato a pH adeguato (5-6,5) è ben tollerato. Il claim 'sulfate-free' è spesso marketing più che necessità tecnica.

Qual è il pH ideale di un detergente viso?

Il film idrolipidico cutaneo è leggermente acido (pH 4,5-5,5). Detergenti vicini a questo intervallo (pH 5-6,5) sono i meglio tollerati. I detergenti molto alcalini (saponi tradizionali, pH 9-10) seccano e possono peggiorare condizioni come dermatite atopica. Leggi sempre il pH se dichiarato; cute reattiva preferisce sotto pH 6.

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