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AHA, BHA, PHA: i tre acidi esfolianti cosmetici spiegati

Differenze tra alpha-, beta- e poly-idrossiacidi: meccanismo, concentrazioni consentite in Europa, pH efficace, controindicazioni e scelta per tipo di pelle.

Team Biutify Academy6 min di lettura
In questa guida

Quando una cliente ti dice che "vuole pelle più luminosa", il 70% delle volte sta descrivendo un problema di accumulo dello strato corneo: cellule morte che non si staccano, riflettono male la luce, intrappolano sebo e sporco. Gli acidi esfolianti cosmetici sono la risposta tecnica a questo problema.

In questa guida vediamo:

  • la differenza tra AHA, BHA e PHA dal punto di vista chimico e funzionale
  • le molecole principali di ogni famiglia con concentrazioni cosmetiche
  • i limiti consentiti dal Regolamento europeo
  • come scegliere l'acido giusto per tipo di pelle e obiettivo
  • le controindicazioni che devi conoscere prima di consigliarli

La logica chimica delle tre famiglie

Tutti gli acidi esfolianti cosmetici condividono un meccanismo: spezzano i legami che tengono insieme i corneociti (le cellule morte dello strato corneo, fase finale del ciclo vitale dei cheratinociti). Senza questi legami, le cellule si staccano più facilmente — è il desquamative effect, l'esfoliazione chimica.

La differenza tra le tre famiglie è strutturale e cambia dove e come l'acido lavora.

AHA — Alpha-Idrossiacidi

Hanno un gruppo ossidrile (-OH) sul carbonio alpha rispetto al gruppo carbossilico. Sono piccoli e idrosolubili: lavorano sulla superficie cutanea e attraverso il film idrolipidico, ma non penetrano in profondità nelle ghiandole sebacee.

Le molecole AHA più usate in cosmetologia:

  • Glycolic Acid (acido glicolico): il più piccolo, penetra di più, anche il più irritante
  • Lactic Acid (acido lattico): leggermente più grande, idratante naturale (è un componente del NMF cutaneo)
  • Mandelic Acid (acido mandelico): grosso, penetrazione lenta, ben tollerato anche da pelli scure
  • Citric Acid (acido citrico): più spesso usato come regolatore di pH che come funzionale
  • Tartaric Acid, Malic Acid: comuni in blend, raramente principali

BHA — Beta-Idrossiacidi

Il gruppo ossidrile è sul carbonio beta. La molecola principale è liposolubile: scioglie il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, penetra nell'unità pilosebacea, agisce dentro il poro. Indicata per cute oleosa, acne comedonica, follicolite.

La molecola di riferimento è una sola:

  • Salicylic Acid (acido salicilico): il BHA classico
  • Capryloyl Salicylic Acid (LHA): derivato lipofilo, più delicato, formulato negli ultimi 10 anni

PHA — Poly-Idrossiacidi

Hanno più gruppi ossidrili lungo la molecola. Sono molto più grossi degli AHA: penetrano più lentamente, irritano meno, idratano per igroscopia. Indicati per pelle reattiva, rosacea quiescente, prime esfoliazioni.

Molecole principali:

  • Gluconolactone (gluconolattone): il PHA di riferimento, idratante
  • Lactobionic Acid (acido lactobionico): antiossidante anche di per sé
  • Maltobionic Acid (acido maltobionico): più recente

Tabella sintetica delle famiglie

FamigliaEsempio principaleSolubilitàDove lavoraTolleranzaIndicazione tipo
AHAGlycolic AcidIdrosolubileStrato corneo, sup. epidermideMediaRughe sottili, texture, luminosità
AHALactic AcidIdrosolubileStrato corneo + idratazioneBuonaPelle secca/disidratata
AHAMandelic AcidParz. lipofiloStrato corneo lentoMolto buonaPelle scura, post-acne, fototipo IV-VI
BHASalicylic AcidLiposolubileDentro il poro, seboMedia (può seccare)Acne comedonica, pori, oleosa
PHAGluconolactoneIdrosolubileStrato corneo sup., lentoOttimaPelle reattiva, rosacea

I limiti del Regolamento europeo

Il Regolamento Cosmetico CE 1223/2009 regola alcuni acidi esfolianti tramite Allegato III (sostanze con limiti) e Allegato V (lista conservanti cosmetici). Per altri acidi le opinioni SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) forniscono raccomandazioni di sicurezza non sempre ancora trasposte in vincolo formale.

Acido salicilico

  • Allegato III voce 98 + restrizioni successive: leave-on viso ≤ 2%, rinse-off ≤ 3% (in shampoo)
  • Allegato V voce 3 come conservante: ≤ 0,5%
  • Vietato in prodotti per bambini sotto i 3 anni (esclusi shampoo)

Acido glicolico

  • Non ha cap esplicito numerico in Allegato III alla data attuale
  • L'opinione SCCS 1607/19 raccomanda: leave-on ≤ 4% con pH ≥ 3,8, rinse-off uso domestico ≤ 10% pH ≥ 3,2
  • Uso professionale rinse-off (peeling cabina): concentrazioni superiori sono prodotti professionali la cui idoneità all'uso da parte dell'estetista dipende dal protocollo del produttore e dal regolamento regionale; concentrazioni > 70% e/o pH < 3 entrano in ambito medico

Acido lattico

  • Raccomandazione SCCS leave-on ≤ 5% con pH ≥ 3,5 (linea guida)

Acido lattico

  • Storicamente meno regolato, oggi raccomandato dalla SCCS ≤ 5% leave-on con pH ≥ 3,5 (linea guida non ancora vincolante)

Acido mandelico, gluconolattone, lactobionico

  • Non hanno limiti specifici in Allegato III. Vincolati dalle valutazioni di sicurezza del cosmetic product safety report (CPSR) e dal Challenge Test.

La scelta per tipo di pelle

Una scelta sbagliata di acido fa più danni di nessun acido. Il riferimento generale:

Pelle normale-mista, texture irregolare, luminosità

Acido glicolico 5-7% pH 3,5-4,0, 2-3 volte a settimana la sera. Oppure acido lattico 5-10% se la cute tende alla secchezza.

Pelle oleosa, pori dilatati, acne comedonica non infiammatoria

Acido salicilico 1-2% leave-on quotidiano oppure in tonico la sera. Per acne infiammatoria, invio dal dermatologo (può servire farmaco).

Pelle scura (fototipo IV-VI), post-acne con iperpigmentazione

Acido mandelico 5-10% — penetrazione lenta, basso rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria. Glicolico solo con cautela in queste cuti.

Pelle reattiva, rosacea quiescente, couperose

PHA (gluconolattone 5-10%) o lattico 5%. Mai glicolico, mai salicilico ad alta concentrazione. Test di tolleranza obbligatorio.

Pelle matura sottile, fotodanneggiata

AHA blend (glicolico + lattico) a concentrazione totale 5-7%, abbinati a antiossidanti e SPF rigoroso. Anche PHA come introduzione.

Esempio pratico in cabina

Cliente 32 anni, mista, T-zone lucida, comedoni chiusi sul mento, post-acne lieve. Routine consigliata: detergente delicato, tonico con acido salicilico 1% la sera (3 volte a settimana per le prime 2 settimane, poi a sere alterne), crema barriera con niacinamide cosmetica, filtro solare SPF 30+ al mattino. Niente glicolico in aggiunta: il salicilico copre già il bisogno e sovrapporli aumenta solo l'irritazione.

Cliente 45 anni, fototipo III, rughe sottili intorno agli occhi, lieve discromia sulle guance, no acne. Routine: vitamina C stabile al mattino, acido glicolico 7% pH 3,8 la sera 2 volte a settimana, alternato a retinolo 0,3% altre 2 sere, crema ricca le sere intermedie, SPF 50 ogni mattina.

Controindicazioni e quando rinviare

Cosa aspettarsi davvero

A 4 settimane di uso costante: texture più uniforme al tatto, riflesso più luminoso, comedoni meno presenti (se usi salicilico). A 8-12 settimane: rughe sottili meno marcate, iperpigmentazione post-infiammatoria attenuata. Risultati maggiori di questi entrano nel territorio del peeling chimico professionale o del trattamento medico.

Una cosa che gli acidi cosmetici non fanno: non eliminano macchie solari profonde, non riducono cicatrici atrofiche da acne, non "rifanno la pelle". Quelle sono indicazioni mediche-estetiche, non cosmetologiche.

La pratica in cabina

Capire i limiti regolatori, scegliere la formula giusta per la cute reale di una cliente, gestire la transizione tra prodotti domiciliari e peeling professionali: sono competenze che si imparano sulla cute vera, in laboratorio, con i casi che non assomigliano mai al manuale. Una scuola seria ti dà le ore supervisionate per esercitare questa diagnosi senza che gli errori finiscano sulla cliente che paga.

Domande frequenti

Qual è la differenza pratica tra AHA e BHA?

Gli AHA sono idrosolubili: lavorano sulla superficie dell'epidermide e nello strato corneo. I BHA sono liposolubili: penetrano dentro l'unità pilosebacea, sciolgono il sebo, sono indicati per cute oleosa, acne comedonica e pori dilatati. AHA per texture e luminosità, BHA per imperfezioni.

Si possono usare AHA e retinolo insieme?

Non nella stessa applicazione e non da subito. Entrambi accelerano il turnover: combinarli aumenta il rischio di irritazione senza beneficio aggiuntivo provato. Pratica comune: AHA serate alterne al retinolo, vitamina C al mattino, SPF 30+ obbligatorio.

Perché alcune formule funzionano meglio di altre a parità di concentrazione?

Conta il pH. Un acido glicolico al 5% a pH 6 è quasi inattivo, lo stesso al pH 3,5 è efficace. Solo le molecole in forma protonata (non salificate) attraversano lo strato corneo. Una buona formula bilancia concentrazione e pH; una formula scadente alza la concentrazione e tampona il pH per essere meno aggressiva, ma anche meno utile.

Il PHA è meglio dell'AHA?

Non meglio: diverso. Le molecole più grandi del PHA (gluconolattone, lactobionico) penetrano più lentamente, quindi sono meno irritanti. Indicati per pelle reattiva, rosacea quiescente, prime esfoliazioni. L'efficacia su rughe e iperpigmentazione è inferiore agli AHA classici a parità di settimane di uso.

Posso usare un esfoliante chimico in gravidanza?

Acido glicolico, lattico, mandelico topici a concentrazione cosmetica sono generalmente considerati sicuri in gravidanza per assorbimento sistemico minimo. Salicilico orale è controindicato; topico fino al 2% leave-on è considerato accettabile dalla maggior parte delle linee guida, ma per principio di precauzione molti dermatologi sospendono. In dubbio, alternative come PHA o lattico sono la scelta più tranquilla.

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