Filtri solari nei cosmetici: chimici, fisici, SPF e PA
Guida ai filtri solari cosmetici per studentesse di estetica. UVA, UVB, SPF, PA, filtri chimici e fisici spiegati in modo semplice e pratico.
In questa guida
I filtri solari sono la categoria di funzionali cosmetici con l'evidenza scientifica più solida in assoluto. La radiazione UV è il principale fattore di fotoinvecchiamento e di rischio per i tumori cutanei. Saper consigliare una protezione solare adeguata è competenza base per chiunque lavori in cabina estetica.
In questa guida vediamo:
- la differenza tra UVA, UVB e UVC
- i due grandi gruppi di filtri: chimici e fisici
- come si leggono SPF e PA sulla confezione
- come riconoscere una protezione broad-spectrum seria
Questa guida presuppone che tu abbia già studiato il ruolo dei melanociti e della melanina nella difesa cutanea.
La radiazione UV: tre famiglie, due rilevanti
Il sole emette tre tipi di radiazione ultravioletta, classificate per lunghezza d'onda:
- UVC (100-280 nm): la più energetica, viene bloccata dall'atmosfera. Non ci interessa in cosmetica.
- UVB (280-315 nm): arriva al suolo, colpisce l'epidermide. Responsabile di scottature, eritemi e abbronzatura immediata.
- UVA (315-400 nm): penetra più in profondita, fino al derma. Responsabile di fotoinvecchiamento, macchie, perdita di elasticita. Passa attraverso vetri e nuvole.
Gli UVA sono presenti tutto l'anno, anche d'inverno, anche nei giorni nuvolosi. Gli UVB sono piu intensi d'estate e ad alta quota. Una protezione seria copre entrambi.
Filtri chimici: come funzionano
I filtri chimici (anche detti organici) sono molecole che assorbono la radiazione UV e la rilasciano come calore. Sono leggeri, spalmabili, invisibili sulla pelle. Sono la base delle protezioni "moderne" facili da applicare.
I principali ammessi nell'Allegato VI del Regolamento CE 1223/2009:
- Avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane): filtro UVA molto efficace, fino al 5%.
- Octinoxate (Ethylhexyl Methoxycinnamate): filtro UVB, fino al 10%.
- Oxybenzone (Benzophenone-3): copertura ampia UVA-UVB, limitato al 6%.
- Octocrylene: filtro UVB stabilizzante, fino al 10%.
- Tinosorb S (Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine): broad-spectrum fotostabile, fino al 10%.
- Tinosorb M (Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbutylphenol): broad-spectrum, fino al 10%.
- Mexoryl SX (Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Acid): filtro UVA fotostabile, fino al 10%.
I filtri chimici sono efficaci ma alcuni sono fotodegradabili: si rompono sotto la luce e perdono protezione. Avobenzone da solo si degrada in pochi minuti e va sempre stabilizzato con octocrylene o Tinosorb.
Filtri fisici: come funzionano
I filtri fisici (anche detti minerali o inorganici) sono particelle che riflettono e diffondono i raggi UV. In Europa ne sono ammessi due:
- Zinc Oxide: broad-spectrum UVA-UVB, fino al 25%.
- Titanium Dioxide: copertura UVB e UVA corti, fino al 25%.
Vantaggi: non vengono assorbiti, sono fotostabili, sono ben tollerati. Sono la prima scelta per pelli sensibili, reattive, atopiche e per bambini sotto i 6 mesi.
Svantaggio classico: il white cast, cioè la patina bianca visibile sulla pelle, soprattutto sulle carnagioni scure. Le formule moderne usano forme micronizzate o nano per ridurre il problema; il Regolamento CE 1223/2009 richiede etichettatura specifica con la dicitura "(nano)" quando applicabile.
Filtri chimici vs filtri fisici: la tabella
| Caratteristica | Filtri chimici | Filtri fisici |
|---|---|---|
| Meccanismo | Assorbono UV | Riflettono UV |
| Texture | Leggera, invisibile | Più densa, possibile white cast |
| Stabilità | Variabile (alcuni fotodegradabili) | Alta |
| Tolleranza | Buona, ma possibile sensibilizzazione | Eccellente |
| Indicato per pelli reattive | No | Sì |
| Indicato per bambini piccoli | No (sotto i 6 mesi) | Sì |
| Tempo di attivazione | 15-20 minuti | Immediato |
Molte formule moderne combinano filtri chimici e fisici per unire texture cosmetica e ampia copertura. Si chiamano formule ibride.
SPF: cosa misura davvero
SPF sta per Sun Protection Factor. Misura quanto un filtro estende il tempo prima della scottatura da UVB rispetto alla pelle non protetta. Si determina con un test standardizzato (ISO 24444) su volontari.
In termini pratici:
- SPF 15: blocca circa il 93% degli UVB
- SPF 30: blocca circa il 97% degli UVB
- SPF 50: blocca circa il 98% degli UVB
- SPF 50+: oltre il 98%
Il salto tra SPF 30 e SPF 50 è piccolo in percentuale ma significativo in termini di dose UV ricevuta. Per esposizioni intense (mare, montagna, pelli chiare, pelli con macchie) SPF 50+ è la scelta sensata.
PA: la protezione UVA
PA sta per Protection Grade of UVA. È la scala giapponese che misura la protezione UVA con il test PPD (Persistent Pigment Darkening):
- PA+: protezione UVA bassa (PPD 2-4)
- PA++: media (PPD 4-8)
- PA+++: alta (PPD 8-16)
- PA++++: molto alta (PPD oltre 16)
In Europa la convenzione più diffusa è il simbolo UVA dentro un cerchio, introdotto dalla Raccomandazione UE 2006/647. Indica che la protezione UVA è almeno un terzo dell'SPF misurato.
Una crema SPF 50 con simbolo UVA garantisce dunque almeno PPD 16-17, equivalente a PA++++.
Broad-spectrum, water-resistant, photostable
Sulle confezioni ricorrono altre diciture importanti.
Broad-spectrum (o ad ampio spettro): copertura sia UVA che UVB. È lo standard minimo che dovresti cercare. Una protezione "solo SPF" senza simbolo UVA copre poco gli UVA.
Water-resistant: la protezione si mantiene per 40 minuti di immersione in acqua. Very water-resistant copre 80 minuti. Dopo, va riapplicata. Il Regolamento UE proibisce le diciture "waterproof" e "sunblock" perché ingannevoli.
Photostable: il filtro non si degrada sotto l'azione della luce. Avobenzone non stabilizzato è il classico esempio negativo; Tinosorb S, Mexoryl SX e i filtri fisici sono fotostabili.
Come leggere un INCI di solare
Quando prendi in mano una protezione solare, la sequenza utile è:
- Cerca i filtri attivi nell'INCI: di solito sono nei primi 8-10 ingredienti, dopo acqua ed emulsionanti.
- Verifica che ci siano filtri UVA e UVB: avobenzone, Tinosorb, Mexoryl o zinc oxide per gli UVA; octinoxate, octocrylene o titanium dioxide per gli UVB.
- Cerca stabilizzatori: se vedi avobenzone, deve esserci octocrylene o un Tinosorb.
- Controlla il simbolo UVA nel cerchio sulla confezione: senza, non hai garanzia broad-spectrum.
Per la cabina
Consigliare una protezione solare adeguata è parte del lavoro quotidiano dell'estetista. Ogni trattamento esfoliante, peeling, depilazione o trattamento anti-macchia richiede una protezione solare seria nel post-trattamento. Senza, il rischio di iperpigmentazioni post-infiammatorie aumenta in modo significativo.
La capacità di leggere una formula, scegliere il filtro giusto per il fototipo della cliente, abbinare la protezione al protocollo di cabina si costruisce con la teoria di guide come questa e con la pratica supervisionata in scuola, dove vedi reazioni reali su clienti reali e impari a gestire le situazioni difficili — dalla cliente con melasma alla bambina con dermatite atopica — sotto la guida di formatrici esperte.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra UVA e UVB?
Gli UVB colpiscono lo strato superficiale e provocano scottature ed eritemi. Gli UVA penetrano più in profondità, causano fotoinvecchiamento, macchie e contribuiscono al rischio tumorale. Servono filtri broad-spectrum che coprono entrambi.
I filtri fisici sono più sicuri di quelli chimici?
Tutti i filtri autorizzati nell'Allegato VI del Regolamento CE 1223/2009 sono considerati sicuri alle concentrazioni indicate. I fisici sono indicati per pelli reattive o bambini perché non vengono assorbiti. I chimici sono spesso più cosmeticamente eleganti.
Cosa significa SPF 50+?
SPF (Sun Protection Factor) indica quanto un filtro estende il tempo prima della scottatura da UVB rispetto alla pelle nuda. SPF 50+ significa filtraggio superiore al 98% degli UVB. Oltre 50 non si dichiara perché il guadagno aggiuntivo è marginale.
A cosa serve la sigla PA+++?
PA (Protection Grade of UVA) è la scala giapponese che misura la protezione UVA. Va da PA+ (protezione bassa) a PA++++ (protezione molto alta). In Europa è più comune il simbolo UVA nel cerchio, che indica che la protezione UVA è almeno un terzo dell'SPF.
Quanto solare devo applicare per ottenere l'SPF dichiarato?
Circa 2 mg per centimetro quadrato di pelle. In pratica, due dita piene per il viso, un cucchiaio da tavola per ogni arto. La maggior parte delle persone ne applica un terzo: in quel caso anche un SPF 50 protegge come un SPF 15.
Domande della community
Chiedi quello che vuoi — ti rispondono colleghe e colleghi che ci lavorano ogni giorno
Apri tu la conversazione
Registrati in 30 secondi e fai la tua prima domanda. Ti risponde chi nel beauty ci lavora ogni giorno.