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AHA in profondità: glicolico, lattico, mandelico a confronto

Le tre molecole AHA principali a confronto: dimensione, penetrazione, pH efficace, indicazioni per fototipo Fitzpatrick e abbinamenti corretti in cosmetologia.

Team Biutify Academy7 min di lettura
In questa guida

Tre molecole, tre acidi della stessa famiglia, tre comportamenti molto diversi sulla cute. Glicolico, lattico, mandelico sono i tre AHA che incontri tutti i giorni nelle formule cosmetiche, ma scegliere quello giusto per una specifica cliente non è una questione di "qual è il più efficace": è una questione di dimensione molecolare, fototipo, obiettivo del trattamento.

In questa guida vediamo:

  • la dimensione delle tre molecole e perché conta più della concentrazione
  • come scegliere in base al fototipo Fitzpatrick della cliente
  • i limiti regolatori europei per ognuno
  • gli abbinamenti corretti con altri attivi (retinolo, vitamina C, niacinamide)

La regola che pochi ti dicono: la dimensione

A parità di concentrazione e di pH, un acido più piccolo penetra di più. È una regola di chimica cutanea, non un'opinione. Lo strato corneo è una barriera lipidica con interstizi piccoli: ci passano meglio le molecole compatte.

AcidoPeso molecolareDimensione relativaPenetrazione
Glicolico76 DaLa più piccola degli AHAAlta
Lattico90 DaMediaMedia
Mandelico152 DaGrande (oltre il doppio del glicolico)Lenta
(per confronto) Acido ialuronico bassa MW50.000 DaEnormeQuasi nulla in epidermide profonda

Cosa significa in pratica:

  • Glicolico: arriva veloce, fa effetto in poche applicazioni, irrita di più
  • Lattico: equilibrio, funziona ma con cute più tollerante
  • Mandelico: lavoro paziente, settimane prima di vederlo, ma rischio di reazione molto basso

Questa è la matrice da cui parte ogni scelta razionale.

Glicolico: il riferimento

L'acido glicolico (Glycolic Acid in INCI) è il "default" della cosmetologia AHA. È quello che trovi nei peeling professionali, nei sieri domiciliari medi, nei tonici esfolianti più aggressivi.

Caratteristiche

  • Molecola: 76 dalton, idrosolubile
  • Origine: canna da zucchero, sintesi
  • pKa: 3,83 — significa che a pH 3,83 il 50% è in forma attiva (protonata), a pH 3,0 è quasi tutto attivo
  • Lavora su: strato corneo + epidermide superficiale, accelera turnover

Limiti europei

Il Regolamento CE 1223/2009 lo regola nell'Allegato V (sostanze con condizioni d'uso):

  • Leave-on viso uso domestico: ≤ 4% con pH ≥ 3,8
  • Rinse-off uso domestico: ≤ 10% con pH ≥ 3,2
  • Uso professionale: concentrazioni superiori sotto specifiche condizioni di formulazione e packaging
  • SPF 30+ obbligatorio durante e dopo l'uso (claim di sicurezza in etichetta)

Indicazione tipo

Fototipo I-III con texture irregolare, luminosità spenta, rughe sottili, post-acne lievi. Non prima scelta su pelli reattive.

Lattico: l'equilibrato

L'acido lattico (Lactic Acid) è la molecola più "facile" da inserire in routine. Esfolia ma in modo dolce, e in più idrata in modo documentato.

Caratteristiche

  • Molecola: 90 dalton, idrosolubile
  • Origine: fermentazione (latte, ma anche barbabietola — esistono versioni vegan)
  • pKa: 3,86, simile al glicolico ma penetrazione più lenta
  • È un componente del Natural Moisturizing Factor (NMF) della cute — letteralmente la pelle ne contiene già
  • Lavora su: strato corneo + idratazione + stimolazione ceramidi

Limiti europei

Storicamente meno regolato dell'acido glicolico in Allegato V. La SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety, l'organo consultivo europeo) raccomanda:

  • Leave-on viso: ≤ 5% con pH ≥ 3,5
  • Rinse-off: tolleranze più ampie

Le aziende cosmetiche serie si attengono già a queste soglie anche se non sono ancora vincolanti.

Indicazione tipo

Pelle secca, disidratata, matura, sensibile non reattiva. È la scelta default quando non sai cosa scegliere e la cute non è particolarmente problematica. Anche in gravidanza è considerato tra gli acidi più sicuri (sempre con SPF rigoroso).

Mandelico: il delicato dei fototipi scuri

L'acido mandelico (Mandelic Acid) è la molecola più grande dei tre AHA principali e, paradossalmente, la sua "lentezza" è il suo punto di forza in un caso preciso.

Caratteristiche

  • Molecola: 152 dalton (doppio del glicolico)
  • Origine: estratto da mandorle amare o sintesi
  • Parzialmente lipofilo: penetra anche dentro il follicolo pilifero, lieve attività su acne
  • pKa: 3,41, attivo già a pH leggermente superiori al glicolico
  • Penetrazione lenta e uniforme: meno picchi di irritazione

Indicazione tipo

Fototipi IV-VI (pelle olivastra, indiana, mediorientale, afrodiscendente). In queste cuti, qualsiasi infiammazione cutanea, anche subclinica, può lasciare iperpigmentazione post-infiammatoria (PIH) che dura mesi. Il mandelico minimizza questo rischio perché lavora gradualmente senza attivare la cascata infiammatoria-melanogenica come può fare il glicolico ad alta concentrazione.

Indicato anche per:

  • post-acne con macchie scure
  • prima introduzione agli AHA in cute mai trattata
  • alternativa in cute reattiva che non tollera il glicolico

La matrice fototipo Fitzpatrick

Il fototipo Fitzpatrick classifica le cuti da I (pelle chiarissima, scotta sempre) a VI (pelle scura, mai scotta). Per la scelta dell'AHA è il riferimento principale, più della "sensazione" della cute.

FototipoCaratteristicaAHA consigliatoAHA da evitare ad alta conc.
I-IIPelle chiarissima/chiara, scotta facileGlicolico 5-7% pH 3,8
IIIPelle media, scotta moderatoGlicolico 5%, lattico 5-10%
IVOlivastra, abbronza facileLattico 5-10%, mandelico 10%Glicolico > 7% (rischio PIH)
VBruna, raramente scottaMandelico 5-10%Glicolico (eccetto cabina)
VIScura, mai scottaMandelico 5-10%, PHAGlicolico, salicilico ad alta concentrazione

Abbinamenti corretti

L'errore tipico delle routine "fai-da-te" è impilare acidi e attivi sperando in effetto cumulativo. Sulla cute non funziona così — funziona la sinergia mirata, non l'accumulo.

AHA + retinolo

Da alternare, non sovrapporre. Entrambi accelerano il turnover; insieme aumentano solo l'irritazione, non l'efficacia. Pratica comune:

  • Lunedì-giovedì sera: AHA
  • Martedì-venerdì sera: retinolo
  • Sere intermedie: solo crema barriera

AHA + vitamina C

Compatibili se distanziati nel tempo. Vitamina C al mattino (anche per la protezione antiossidante diurna), AHA la sera. Mai stratificati nello stesso minuto: il pH della vitamina C ascorbica e quello dell'AHA sono entrambi acidi e la sovrapposizione può destabilizzare entrambi.

AHA + niacinamide

Compatibili sia stratificati sia in formula combinata. Studi recenti hanno smentito il vecchio "non si possono mescolare per via del pH": a concentrazioni cosmetiche e con formula bilanciata, la coabitazione è documentata e in molti casi sinergica.

AHA + SPF

Non opzionale. SPF 30+ ogni mattina, durante l'uso e per 4 settimane dopo aver sospeso. Il rischio fotosensibilizzazione è il claim di sicurezza che le case cosmetiche serie inseriscono in etichetta proprio per questo.

Errori frequenti in cabina

Quando rinviare a medico

Le indicazioni cosmetologiche degli AHA si fermano dove iniziano quelle dermatologiche. Rinvia al dermatologo quando:

  • Iperpigmentazioni profonde (melasma esteso, macchie senili importanti): possono richiedere prescrizione (idrochinone, retinoidi topici)
  • Cicatrici atrofiche post-acne (icepick, boxcar): peeling cosmetico non basta, serve laser o microneedling medico
  • Rosacea attiva con flushing: protocollo medico prima di qualsiasi acido cosmetico
  • Lesioni sospette (nei che cambiano, macchie irregolari): mai trattare cosmetica su una lesione non diagnosticata

Cosa portarsi a casa

La scelta tra glicolico, lattico e mandelico non è una questione di "marca" o di trend. È una decisione tecnica che parte da:

  1. Fototipo Fitzpatrick della cliente
  2. Obiettivo del trattamento (texture, idratazione, post-acne, anti-age)
  3. Tolleranza della cute (reattiva o meno)
  4. Routine esistente (cosa sta già usando)

Imparare a fare questa diagnosi su cuti reali, non su schemi, è quello che separa un'estetista da un'esecutrice di protocolli. Le ore di laboratorio supervisionate in una scuola seria servono esattamente a questo: vedere come reagiscono cuti diverse a molecole diverse, prima di sbagliare sulla cliente che paga.

Domande frequenti

Quale dei tre acidi penetra di più?

Il glicolico, perché è la molecola AHA più piccola (76 dalton). A parità di concentrazione e pH attraversa lo strato corneo più rapidamente del lattico (90 Da) e del mandelico (152 Da). Penetra di più significa anche irrita di più: la scelta dipende dalla cute, non da chi 'lavora meglio'.

L'acido lattico idrata davvero o è una storia di marketing?

Idrata davvero. L'acido lattico è uno dei componenti del Natural Moisturizing Factor (NMF) della cute. Oltre all'esfoliazione chimica aumenta il contenuto di acqua nello strato corneo per attività igroscopica e stimolazione della sintesi di ceramidi. È documentato in letteratura cosmetologica, non un claim di facciata.

Posso usare un acido mandelico se ho fototipo I?

Sì, ma non è la prima scelta. Sulla pelle chiara il mandelico funziona meno del glicolico a parità di settimane perché penetra lentamente. Va bene come introduzione delicata o se la cute è reattiva. Se l'obiettivo è texture e luminosità su fototipo I-II, il glicolico 5-7% pH 3,8 lavora di più.

Quanto tempo dopo l'applicazione posso esporre la pelle al sole?

Gli AHA aumentano la fotosensibilità per 4 settimane oltre la durata d'uso (linea guida FDA/SCCS). Significa: SPF 30-50 ogni mattina sempre, anche d'inverno e anche al chiuso vicino a finestre, durante l'uso e per 4 settimane dopo aver smesso. Non è precauzione eccessiva: il rischio iperpigmentazione post-infiammatoria è reale.

Posso alternare i tre acidi nella stessa settimana?

Tecnicamente sì se la cute è abituata, ma raramente serve. Una buona routine usa un solo AHA principale a concentrazione modulata. Sovrapporre tre molecole diverse in 7 giorni aumenta il rischio di irritazione cronica subclinica (cute sensibilizzata che non si vede ma reagisce male a tutto). Meglio cambiare acido ogni 3-6 mesi che mescolarli.

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