AHA in profondità: glicolico, lattico, mandelico a confronto
Le tre molecole AHA principali a confronto: dimensione, penetrazione, pH efficace, indicazioni per fototipo Fitzpatrick e abbinamenti corretti in cosmetologia.
In questa guida
Tre molecole, tre acidi della stessa famiglia, tre comportamenti molto diversi sulla cute. Glicolico, lattico, mandelico sono i tre AHA che incontri tutti i giorni nelle formule cosmetiche, ma scegliere quello giusto per una specifica cliente non è una questione di "qual è il più efficace": è una questione di dimensione molecolare, fototipo, obiettivo del trattamento.
In questa guida vediamo:
- la dimensione delle tre molecole e perché conta più della concentrazione
- come scegliere in base al fototipo Fitzpatrick della cliente
- i limiti regolatori europei per ognuno
- gli abbinamenti corretti con altri attivi (retinolo, vitamina C, niacinamide)
La regola che pochi ti dicono: la dimensione
A parità di concentrazione e di pH, un acido più piccolo penetra di più. È una regola di chimica cutanea, non un'opinione. Lo strato corneo è una barriera lipidica con interstizi piccoli: ci passano meglio le molecole compatte.
| Acido | Peso molecolare | Dimensione relativa | Penetrazione |
|---|---|---|---|
| Glicolico | 76 Da | La più piccola degli AHA | Alta |
| Lattico | 90 Da | Media | Media |
| Mandelico | 152 Da | Grande (oltre il doppio del glicolico) | Lenta |
| (per confronto) Acido ialuronico bassa MW | 50.000 Da | Enorme | Quasi nulla in epidermide profonda |
Cosa significa in pratica:
- Glicolico: arriva veloce, fa effetto in poche applicazioni, irrita di più
- Lattico: equilibrio, funziona ma con cute più tollerante
- Mandelico: lavoro paziente, settimane prima di vederlo, ma rischio di reazione molto basso
Questa è la matrice da cui parte ogni scelta razionale.
Glicolico: il riferimento
L'acido glicolico (Glycolic Acid in INCI) è il "default" della cosmetologia AHA. È quello che trovi nei peeling professionali, nei sieri domiciliari medi, nei tonici esfolianti più aggressivi.
Caratteristiche
- Molecola: 76 dalton, idrosolubile
- Origine: canna da zucchero, sintesi
- pKa: 3,83 — significa che a pH 3,83 il 50% è in forma attiva (protonata), a pH 3,0 è quasi tutto attivo
- Lavora su: strato corneo + epidermide superficiale, accelera turnover
Limiti europei
Il Regolamento CE 1223/2009 lo regola nell'Allegato V (sostanze con condizioni d'uso):
- Leave-on viso uso domestico: ≤ 4% con pH ≥ 3,8
- Rinse-off uso domestico: ≤ 10% con pH ≥ 3,2
- Uso professionale: concentrazioni superiori sotto specifiche condizioni di formulazione e packaging
- SPF 30+ obbligatorio durante e dopo l'uso (claim di sicurezza in etichetta)
Indicazione tipo
Fototipo I-III con texture irregolare, luminosità spenta, rughe sottili, post-acne lievi. Non prima scelta su pelli reattive.
Lattico: l'equilibrato
L'acido lattico (Lactic Acid) è la molecola più "facile" da inserire in routine. Esfolia ma in modo dolce, e in più idrata in modo documentato.
Caratteristiche
- Molecola: 90 dalton, idrosolubile
- Origine: fermentazione (latte, ma anche barbabietola — esistono versioni vegan)
- pKa: 3,86, simile al glicolico ma penetrazione più lenta
- È un componente del Natural Moisturizing Factor (NMF) della cute — letteralmente la pelle ne contiene già
- Lavora su: strato corneo + idratazione + stimolazione ceramidi
Limiti europei
Storicamente meno regolato dell'acido glicolico in Allegato V. La SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety, l'organo consultivo europeo) raccomanda:
- Leave-on viso: ≤ 5% con pH ≥ 3,5
- Rinse-off: tolleranze più ampie
Le aziende cosmetiche serie si attengono già a queste soglie anche se non sono ancora vincolanti.
Indicazione tipo
Pelle secca, disidratata, matura, sensibile non reattiva. È la scelta default quando non sai cosa scegliere e la cute non è particolarmente problematica. Anche in gravidanza è considerato tra gli acidi più sicuri (sempre con SPF rigoroso).
Mandelico: il delicato dei fototipi scuri
L'acido mandelico (Mandelic Acid) è la molecola più grande dei tre AHA principali e, paradossalmente, la sua "lentezza" è il suo punto di forza in un caso preciso.
Caratteristiche
- Molecola: 152 dalton (doppio del glicolico)
- Origine: estratto da mandorle amare o sintesi
- Parzialmente lipofilo: penetra anche dentro il follicolo pilifero, lieve attività su acne
- pKa: 3,41, attivo già a pH leggermente superiori al glicolico
- Penetrazione lenta e uniforme: meno picchi di irritazione
Indicazione tipo
Fototipi IV-VI (pelle olivastra, indiana, mediorientale, afrodiscendente). In queste cuti, qualsiasi infiammazione cutanea, anche subclinica, può lasciare iperpigmentazione post-infiammatoria (PIH) che dura mesi. Il mandelico minimizza questo rischio perché lavora gradualmente senza attivare la cascata infiammatoria-melanogenica come può fare il glicolico ad alta concentrazione.
Indicato anche per:
- post-acne con macchie scure
- prima introduzione agli AHA in cute mai trattata
- alternativa in cute reattiva che non tollera il glicolico
La matrice fototipo Fitzpatrick
Il fototipo Fitzpatrick classifica le cuti da I (pelle chiarissima, scotta sempre) a VI (pelle scura, mai scotta). Per la scelta dell'AHA è il riferimento principale, più della "sensazione" della cute.
| Fototipo | Caratteristica | AHA consigliato | AHA da evitare ad alta conc. |
|---|---|---|---|
| I-II | Pelle chiarissima/chiara, scotta facile | Glicolico 5-7% pH 3,8 | — |
| III | Pelle media, scotta moderato | Glicolico 5%, lattico 5-10% | — |
| IV | Olivastra, abbronza facile | Lattico 5-10%, mandelico 10% | Glicolico > 7% (rischio PIH) |
| V | Bruna, raramente scotta | Mandelico 5-10% | Glicolico (eccetto cabina) |
| VI | Scura, mai scotta | Mandelico 5-10%, PHA | Glicolico, salicilico ad alta concentrazione |
Abbinamenti corretti
L'errore tipico delle routine "fai-da-te" è impilare acidi e attivi sperando in effetto cumulativo. Sulla cute non funziona così — funziona la sinergia mirata, non l'accumulo.
AHA + retinolo
Da alternare, non sovrapporre. Entrambi accelerano il turnover; insieme aumentano solo l'irritazione, non l'efficacia. Pratica comune:
- Lunedì-giovedì sera: AHA
- Martedì-venerdì sera: retinolo
- Sere intermedie: solo crema barriera
AHA + vitamina C
Compatibili se distanziati nel tempo. Vitamina C al mattino (anche per la protezione antiossidante diurna), AHA la sera. Mai stratificati nello stesso minuto: il pH della vitamina C ascorbica e quello dell'AHA sono entrambi acidi e la sovrapposizione può destabilizzare entrambi.
AHA + niacinamide
Compatibili sia stratificati sia in formula combinata. Studi recenti hanno smentito il vecchio "non si possono mescolare per via del pH": a concentrazioni cosmetiche e con formula bilanciata, la coabitazione è documentata e in molti casi sinergica.
AHA + SPF
Non opzionale. SPF 30+ ogni mattina, durante l'uso e per 4 settimane dopo aver sospeso. Il rischio fotosensibilizzazione è il claim di sicurezza che le case cosmetiche serie inseriscono in etichetta proprio per questo.
Errori frequenti in cabina
Quando rinviare a medico
Le indicazioni cosmetologiche degli AHA si fermano dove iniziano quelle dermatologiche. Rinvia al dermatologo quando:
- Iperpigmentazioni profonde (melasma esteso, macchie senili importanti): possono richiedere prescrizione (idrochinone, retinoidi topici)
- Cicatrici atrofiche post-acne (icepick, boxcar): peeling cosmetico non basta, serve laser o microneedling medico
- Rosacea attiva con flushing: protocollo medico prima di qualsiasi acido cosmetico
- Lesioni sospette (nei che cambiano, macchie irregolari): mai trattare cosmetica su una lesione non diagnosticata
Cosa portarsi a casa
La scelta tra glicolico, lattico e mandelico non è una questione di "marca" o di trend. È una decisione tecnica che parte da:
- Fototipo Fitzpatrick della cliente
- Obiettivo del trattamento (texture, idratazione, post-acne, anti-age)
- Tolleranza della cute (reattiva o meno)
- Routine esistente (cosa sta già usando)
Imparare a fare questa diagnosi su cuti reali, non su schemi, è quello che separa un'estetista da un'esecutrice di protocolli. Le ore di laboratorio supervisionate in una scuola seria servono esattamente a questo: vedere come reagiscono cuti diverse a molecole diverse, prima di sbagliare sulla cliente che paga.
Domande frequenti
Quale dei tre acidi penetra di più?
Il glicolico, perché è la molecola AHA più piccola (76 dalton). A parità di concentrazione e pH attraversa lo strato corneo più rapidamente del lattico (90 Da) e del mandelico (152 Da). Penetra di più significa anche irrita di più: la scelta dipende dalla cute, non da chi 'lavora meglio'.
L'acido lattico idrata davvero o è una storia di marketing?
Idrata davvero. L'acido lattico è uno dei componenti del Natural Moisturizing Factor (NMF) della cute. Oltre all'esfoliazione chimica aumenta il contenuto di acqua nello strato corneo per attività igroscopica e stimolazione della sintesi di ceramidi. È documentato in letteratura cosmetologica, non un claim di facciata.
Posso usare un acido mandelico se ho fototipo I?
Sì, ma non è la prima scelta. Sulla pelle chiara il mandelico funziona meno del glicolico a parità di settimane perché penetra lentamente. Va bene come introduzione delicata o se la cute è reattiva. Se l'obiettivo è texture e luminosità su fototipo I-II, il glicolico 5-7% pH 3,8 lavora di più.
Quanto tempo dopo l'applicazione posso esporre la pelle al sole?
Gli AHA aumentano la fotosensibilità per 4 settimane oltre la durata d'uso (linea guida FDA/SCCS). Significa: SPF 30-50 ogni mattina sempre, anche d'inverno e anche al chiuso vicino a finestre, durante l'uso e per 4 settimane dopo aver smesso. Non è precauzione eccessiva: il rischio iperpigmentazione post-infiammatoria è reale.
Posso alternare i tre acidi nella stessa settimana?
Tecnicamente sì se la cute è abituata, ma raramente serve. Una buona routine usa un solo AHA principale a concentrazione modulata. Sovrapporre tre molecole diverse in 7 giorni aumenta il rischio di irritazione cronica subclinica (cute sensibilizzata che non si vede ma reagisce male a tutto). Meglio cambiare acido ogni 3-6 mesi che mescolarli.
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