Aprire una scuola di estetica: requisiti e accreditamento
Requisiti, forma giuridica e accreditamento regionale per aprire una scuola di estetica, con le differenze fra Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.
In questa guida
Aprire una scuola di estetica è una di quelle cose che sembrano un unico progetto e invece sono due. Il primo è fondare un'impresa di formazione: forma giuridica, sede, organizzazione, docenti, sostenibilità economica. Il secondo è ottenere dalla Regione il riconoscimento che ti permette di rilasciare titoli veri, e non semplici attestati di frequenza. Il primo progetto lo governi tu. Il secondo lo governa la tua Regione, con regole che cambiano da un confine all'altro e che nessuna guida nazionale può riassumere in un iter unico senza mentirti. In questa guida ti accompagno nella fondazione e ti mostro, regione per regione e con le fonti sotto gli occhi, dove l'accreditamento diverge davvero.
In breve
- Aprire la scuola e accreditarla sono due passaggi distinti: il secondo non è obbligatorio, ma senza non rilasci qualifiche
- L'accreditamento è regionale: non esiste una domanda unica valida in tutta Italia
- Le tre regioni verificate in questa guida — Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna — divergono su sezioni, piattaforme, scadenze e requisiti economici
- La forma giuridica va scelta prima della domanda: la Lombardia chiede fra gli allegati atto costitutivo e statuto dell'ente, documenti che una ditta individuale non ha
- La sede non si dimostra sulla carta: in Emilia-Romagna il dispositivo prevede esplicitamente un audit in loco
- Senza accreditamento puoi fare corsi e rilasciare attestati privati, ma non puoi presentarli come titoli riconosciuti
Chi è davvero interessato a questa guida
Se sei arrivata fin qui, probabilmente ti riconosci in una di queste situazioni:
- lavori nel settore da anni, insegni già, e vuoi trasformare quella competenza in una scuola tua
- hai un centro estetico avviato e stai valutando di aprire un ramo formativo accanto all'attività
- gestisci una scuola privata non accreditata e stai capendo cosa servirebbe per fare il salto
- stai scrivendo il business plan e ti serve sapere che cosa la Regione chiederà davvero, prima di firmare un contratto di affitto
- hai già chiesto in giro e hai ricevuto risposte diverse, perché chi te le ha date parlava di un'altra Regione
L'ultimo caso è il più comune, ed è il motivo per cui questa guida etichetta ogni dato con la sua regione. Un'informazione corretta sulla Lombardia è un'informazione sbagliata sull'Emilia-Romagna.
Come si apre una scuola di estetica, in sintesi
Per aprire una scuola di estetica si costituisce un ente con una forma giuridica adatta, si individua e si adegua una sede con aule e laboratori conformi, si struttura l'organizzazione minima (direzione, responsabile della qualità, amministrazione) e il corpo docente, si definisce l'offerta formativa, e a quel punto — se si vogliono rilasciare titoli riconosciuti — si presenta domanda di accreditamento come organismo di formazione alla Regione in cui si trova la sede operativa. La domanda si presenta sulla piattaforma telematica di quella Regione, seguendo la delibera di giunta vigente lì, e all'istruttoria documentale segue una verifica della sede.
Questi passaggi sono in ordine di dipendenza, non di preferenza: la forma giuridica condiziona l'ammissibilità della domanda, la sede condiziona la visita, l'organizzazione condiziona i requisiti. Farli fuori ordine costa rifacimenti.
Cosa serve per aprire una scuola di estetica
Per aprire una scuola di estetica servono cinque cose, e conviene averle tutte almeno abbozzate prima di iniziare la pratica:
- Un ente giuridicamente idoneo. Società di capitali, cooperativa, associazione, consorzio, fondazione. Fra gli allegati obbligatori la Lombardia chiede l'atto costitutivo e lo statuto dell'ente: documenti che una ditta individuale non ha.
- Una sede operativa nella Regione in cui ti accrediti, con aule teoriche e laboratori attrezzati, conforme a sicurezza, igiene e accessibilità.
- Un'organizzazione minima documentata: chi dirige, chi presidia la qualità, chi tiene l'amministrazione e la rendicontazione. Queste funzioni vanno nominate, non improvvisate.
- Docenti con i titoli richiesti per le materie che insegnano, con contratti in regola e documentazione dei requisiti.
- Un'offerta formativa scritta: percorsi, monte ore, metodologie, valutazioni.
Sui punti 3, 4 e 5 il cluster ha già il dettaglio operativo: per il corpo docente parti da Docenti scuola estetica: requisiti, selezione e contratti, per l'impianto didattico da Piano studi triennale scuola estetica: struttura, ore e materie, e per l'allestimento dei laboratori da Attrezzature cabina didattica scuola estetica.
Quali requisiti chiede la Regione per accreditare un ente di formazione
I dispositivi regionali di accreditamento verificano sempre le stesse famiglie di requisiti — struttura, organizzazione, docenza, didattica, gestione, solidità economica — ma le traducono in soglie e documenti diversi. Il motivo per cui si somigliano è che hanno recepito gli standard minimi fissati da una fonte nazionale comune: l'Intesa del 20 marzo 2008 fra Ministero del lavoro e previdenza sociale, Ministero della pubblica istruzione, Ministero dell'università e ricerca, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, «per la definizione degli standard minimi del nuovo sistema di accreditamento delle strutture formative per la qualità dei servizi», pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 18 del 23 gennaio 2009. Il motivo per cui non coincidono è che quell'Intesa fissa standard minimi, e ogni Regione li recepisce con un proprio provvedimento.
C'è poi un secondo livello nazionale che riguarda il cosa insegni, non il come ti accrediti: il Repertorio nazionale delle figure di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali, nato dall'Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2011 e successivamente integrato e modificato dall'Accordo Repertorio Atti n. 155/CSR del 1° agosto 2019. È lì che vive la figura dell'«Operatore del benessere», cioè il profilo che una scuola di estetica forma nei percorsi di istruzione e formazione professionale. La denominazione esatta dell'indirizzo cambia da Regione a Regione, e su questo la guida Qualifica professionale regionale estetista riporta le varianti reali.
Un'avvertenza sulla lettura degli atti: cita sempre numero e data insieme. La numerazione di repertorio della Conferenza Stato-Regioni ricomincia ogni anno, quindi «155/CSR» da solo non identifica nulla. Vale anche quando parli con un consulente: se ti indica una delibera senza data, chiedi la data.
Sul piano della professione, il riferimento resta la Legge 4 gennaio 1990, n. 1, che disciplina l'attività di estetista. I percorsi che portano alla qualifica e il monte ore richiesto sono materia delle guide dedicate: Abilitazione Legge 1/90: terzo anno ed esame e 600 ore vs 900 ore nei corsi di estetica.
Perché non esiste un iter di accreditamento valido in tutta Italia
Non esiste un iter nazionale. La domanda si presenta alla tua Regione, sulla sua piattaforma, secondo la sua delibera, e ciò che ti viene chiesto cambia in modo sostanziale da un confine all'altro: cambia come è articolato l'accreditamento (in sezioni, in macrotipologie o in ambiti), cambia se ci sono finestre temporali per presentare la domanda, cambia se ti viene chiesta una soglia patrimoniale, cambia il numero minimo di dipendenti e cambiano i requisiti della sede. Questa è la risposta vera alla domanda «come si richiede l'accreditamento»: si richiede in ventidue modi diversi — venti Regioni più le Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno dispositivi propri — e il primo lavoro serio è capire quale dei ventidue ti riguarda.
La sequenza generica delle fasi — autovalutazione dei prerequisiti, preparazione del dossier, presentazione della domanda, visita ispettiva, provvedimento — è la stessa ovunque, ed è già raccontata passo per passo, con tempi e costi, nella guida CFP Centri di Formazione Professionale: cosa sono e come funzionano. Se ti serve quella sequenza, leggi lì: qui non la ripeto. Quello che trovi qui sotto è l'altra metà, che in quella guida non c'è: dove le Regioni divergono davvero.
La forma giuridica: la scelta che condiziona tutte le altre
È il primo bivio e il più costoso da sbagliare, perché sta a monte della domanda. Il dato verificato è questo: fra gli allegati obbligatori la Lombardia chiede «atto costitutivo e statuto dell'ente», cioè documenti che presuppongono un soggetto costituito — società di capitali, cooperativa, associazione riconosciuta, consorzio, fondazione — e che una ditta individuale non possiede. Nessuna delle tre pagine regionali consultate esclude però la ditta individuale con una formula esplicita: è una prassi ricorrente che non ho potuto leggere come divieto, quindi va verificata sul dispositivo della tua Regione prima di andare dal notaio. La forma individuale resta comunque perfettamente legittima per fare corsi privati non accreditati.
Due conseguenze pratiche che vale la pena mettere nero su bianco prima di andare dal notaio:
- L'oggetto sociale deve comprendere la formazione professionale. Sembra ovvio, e invece è uno dei motivi più banali di integrazione richiesta in istruttoria.
- La sede legale e la sede operativa non sono la stessa cosa. L'accreditamento guarda alla sede operativa, e alcune Regioni la vogliono a uso esclusivo e sul proprio territorio. Puoi avere la sede legale altrove; la scuola no.
Se stai valutando percorsi alternativi alla fondazione da zero, il cluster ne copre due: l'ingresso in una rete già accreditata, in Franchising scuola di estetica: conviene davvero?, e l'espansione di una scuola esistente, in Aprire la seconda sede della scuola di estetica. Sono strade con vincoli diversi, ma entrambe ti risparmiano una parte dell'istruttoria.
La sede: quella che la Regione verrà a vedere di persona
La sede è l'unico requisito che nessun documento può simulare. In Emilia-Romagna il dispositivo lo dice esplicitamente: «una fase di istruttoria documentale, seguita da un audit in loco per la verifica delle capacità logistiche della sede». In Lombardia la planimetria dei locali e delle sedi di erogazione è fra gli allegati obbligatori della domanda. Aspettati che qualcuno venga a controllare la corrispondenza fra ciò che hai dichiarato e ciò che esiste davvero, e verifica sulla pagina della tua Regione come è disciplinata la verifica in sede.
Le famiglie di verifica ricorrenti sono:
- conformità edilizia e di sicurezza: destinazione d'uso, agibilità, uscite di sicurezza, presidi antincendio, accessibilità
- aule e laboratori: numero, superficie, separazione fra teoria e pratica, dotazioni
- spazi di servizio: accoglienza, segreteria, servizi igienici, spogliatoi
- dotazione informatica: postazioni per la didattica e per la gestione documentale
Le soglie numeriche però non sono nazionali, e su questo la differenza fra le tre regioni verificate è netta: l'Emilia-Romagna le scrive esplicitamente nel dispositivo, la Lombardia le rimanda ai decreti attuativi della sezione in cui ti accrediti. Le trovi nelle schede qui sotto.
Le tre regioni verificate: Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna
Le tre schede che seguono riportano solo ciò che è stato letto sulle pagine ufficiali delle rispettive Regioni il 4 agosto 2026. Dove un'informazione non compariva su quelle pagine, non è stata sostituita con l'informazione di un'altra Regione: è semplicemente assente. È la regola più importante di questa guida.
Lombardia
L'accreditamento per i servizi di istruzione e formazione professionale è disciplinato dalla DGR 6696 del 18/07/2022 («Procedure e requisiti per l'accreditamento degli operatori pubblici e privati per erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale») e dalla DGR 7180 del 17/10/2022 con le disposizioni transitorie. L'albo è articolato in due sezioni, con requisiti e modalità operative fissati da due decreti distinti: il Decreto n. 15516 del 28/10/2022 per la sezione A e il Decreto n. 15225 del 25/10/2022 per la sezione B. Individuare in quale delle due sezioni ricade la tua offerta formativa è il primo passo concreto, perché da lì dipendono i requisiti che dovrai soddisfare.
La domanda si presenta sulla piattaforma web SIUO (siuo.servizirl.it) e va firmata dal legale rappresentante con la Carta Regionale dei Servizi: è un requisito di identità digitale da procurarsi prima, non durante la compilazione. Gli allegati richiesti sulla pagina regionale sono l'istanza online firmata dal legale rappresentante, l'atto costitutivo e lo statuto dell'ente, la visura aggiornata della Camera di Commercio e la planimetria dei locali e delle sedi di erogazione. La domanda è soggetta a marca da bollo da 16,00 €.
Due elementi lombardi che altrove non si ritrovano nella stessa forma:
- Finestre temporali chiuse: «le domande di accreditamento si possono presentare dal 10 gennaio al 31 Luglio e dal 1° settembre al 20 dicembre di ogni anno». Se arrivi fuori finestra, aspetti.
- Termine dichiarato: «l'iscrizione all'albo diventa definitiva entro 60 giorni dalla data di invio dell'istanza».
Fonte: pagina «Accreditamento per servizi Istruzione e Formazione Professionale» del portale di Regione Lombardia, sezione Accreditamento operatori, consultata il 4 agosto 2026.
Lazio
Nel Lazio l'accreditamento si fonda sul Titolo V della Legge Regionale n. 23 del 25/02/1992 ed è disciplinato da una successione di delibere: DGR n. 968 del 29/11/2007, DGR n. 620 del 30/09/2014 e DGR n. 682 del 01/10/2019, quest'ultima la direttiva vigente.
L'articolazione è diversa da quella lombarda: non due sezioni, ma due macrotipologie di accreditamento — «accreditamento per l'attività finanziata e autorizzata» e «accreditamento per l'attività autorizzata». La scelta fra le due non è formale: determina se potrai o meno candidarti alle attività finanziate con risorse pubbliche.
La domanda si presenta sul Portale Accreditamento Formazione (sacformazione.regione.lazio.it). Per accedere alla procedura telematica il legale rappresentante deve avere SPID, oppure TS-CNS, oppure il sistema di identità digitale della Regione Lazio, e in ogni caso un kit di firma digitale.
Fonte: pagine «Sistema di accreditamento» e «Accedi al portale accreditamento» del sito di Regione Lazio, consultate il 4 agosto 2026.
Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna criteri e requisiti sono disciplinati dalla Delibera di Giunta regionale n. 201/2022. L'accreditamento è articolato in tre ambiti: formazione per l'accesso all'occupazione continua e permanente (FC), formazione superiore o di livello equivalente (FS), istruzione e formazione professionale (IeFP).
La prima domanda si presenta esclusivamente sulla piattaforma del Sistema informativo Accreditamento (SIA); le domande successive si compilano sulla modulistica dedicata e si inoltrano via PEC. La procedura prevede «una fase di istruttoria documentale, seguita da un audit in loco per la verifica delle capacità logistiche della sede».
L'Emilia-Romagna è, fra le tre, quella che scrive le soglie in chiaro:
- Requisito economico: «a tutti gli enti che si accreditano è richiesto il mantenimento di un patrimonio netto minimo di 100.000,00 euro a partire dal bilancio 2023, articolato per fasce di valore della produzione». La soglia è quindi un pavimento, non l'importo finale: sopra quel minimo la richiesta cresce con il valore della produzione dell'ente.
- Personale dipendente: almeno 1 dipendente per gli ambiti Formazione superiore e Formazione continua, almeno 3 dipendenti per la formazione nell'area dell'obbligo formativo, con CCNL della Formazione professionale.
- Sede: una sede operativa a uso esclusivo sul territorio regionale, dotata di almeno due aule, un locale a uso esclusivo per l'accoglienza degli allievi, un'area attrezzata per lo studio e un laboratorio, con la disponibilità di almeno 24 pc/tablet.
Fonte: pagina «Procedura di accreditamento» del portale Formazione e Lavoro di Regione Emilia-Romagna, consultata il 4 agosto 2026.
Le tre regioni a confronto
Questa è la tabella che vale la pena stampare prima di decidere dove aprire la sede operativa. Ogni cella riporta solo quanto verificato sulle pagine ufficiali il 4 agosto 2026; «non indicato» significa che il dato non compariva su quelle pagine, non che non esista.
| Dimensione | Lombardia | Lazio | Emilia-Romagna |
|---|---|---|---|
| Dispositivo vigente | DGR 6696 del 18/07/2022 + DGR 7180 del 17/10/2022 | DGR 682 del 01/10/2019 (su Titolo V L.R. 23/1992) | DGR 201/2022 |
| Come è articolato | due sezioni: A (Decreto 15516 del 28/10/2022) e B (Decreto 15225 del 25/10/2022) | due macrotipologie: attività finanziata e autorizzata / sola attività autorizzata | tre ambiti: FC, FS, IeFP |
| Piattaforma | SIUO | Portale Accreditamento Formazione | SIA (prima domanda); PEC per le successive |
| Accesso | istanza online firmata dal legale rappresentante con Carta Regionale dei Servizi | SPID / TS-CNS / IdM Lazio + firma digitale | piattaforma SIA |
| Finestre di presentazione | 10 gennaio–31 luglio e 1° settembre–20 dicembre | non indicate sulla pagina consultata | non indicate sulla pagina consultata |
| Termine del procedimento | iscrizione definitiva all'albo entro 60 giorni dall'invio | non indicato sulla pagina consultata | non indicato sulla pagina consultata |
| Requisito patrimoniale esplicito | non indicato sulla pagina consultata | non indicato sulla pagina consultata | patrimonio netto minimo 100.000,00 € dal bilancio 2023, articolato per fasce di valore della produzione |
| Personale dipendente minimo | non indicato sulla pagina consultata | non indicato sulla pagina consultata | 1 (FC e FS) · 3 (obbligo formativo), CCNL Formazione professionale |
| Requisiti di sede in chiaro | rimandati ai decreti di sezione | non indicati sulla pagina consultata | ≥ 2 aule, accoglienza, area studio, laboratorio, ≥ 24 pc/tablet |
| Bollo sulla domanda | 16,00 € | non indicato sulla pagina consultata | non indicato sulla pagina consultata |
Guarda le righe con più contrasto: le finestre temporali esistono in Lombardia e non risultano altrove, e la soglia patrimoniale esiste in Emilia-Romagna e non risulta altrove. Sono esattamente le due cose che fanno saltare una pianificazione se le scopri tardi: la prima ti sposta l'apertura di mesi, la seconda ti cambia il capitale da versare.
Se la tua Regione non è fra queste tre
Le altre diciassette Regioni, più le Province autonome di Trento e Bolzano, hanno ciascuna il proprio dispositivo, e non è onesto dedurlo da qui. Il percorso più rapido per trovarlo è questo:
- Cerca «accreditamento organismi di formazione» insieme al nome della tua Regione sul portale regionale ufficiale.
- Individua la delibera di giunta vigente: è il documento che contiene requisiti, articolazione dell'accreditamento e modulistica.
- Da lì risali alla piattaforma telematica su cui si presenta la domanda e all'ufficio competente.
- Verifica la data del provvedimento e se esistono disposizioni transitorie più recenti.
È lo stesso metodo che vale come regola generale: la fonte è il portale della tua Regione, non un riassunto di terzi — questa guida compresa.
Cosa puoi fare senza accreditamento
Vale la pena essere chiari, perché molte scuole partono così e va benissimo. Senza accreditamento puoi:
- organizzare corsi, master, aggiornamenti e percorsi brevi di qualunque durata
- rilasciare attestati privati di frequenza
- lavorare con professioniste già qualificate che cercano specializzazione
Quello che non puoi fare è rilasciare qualifiche o abilitazioni regionali, accedere ai bandi pubblici per la formazione, e presentare in comunicazione i tuoi attestati come se fossero titoli riconosciuti. La differenza fra i titoli e cosa ciascuno permette di fare è spiegata in Diploma, qualifica e attestato nel settore estetica; su cosa si può e non si può scrivere in pubblicità — il terreno su cui entra nel merito la guida dedicata — il riferimento è Attestati di scuola di estetica: cosa puoi (e non puoi) dire.
Se invece stai valutando se il salto conviene, la lettura giusta non è normativa ma economica: Unit economics scuola estetica: i numeri che contano davvero.
Dopo l'accreditamento: cosa cambia nella gestione quotidiana
L'accreditamento non è un traguardo, è un regime. Da quel momento la scuola opera dentro obblighi che prima non aveva: tracciamento delle presenze in forma verificabile, documentazione della qualità, rendicontazione, conservazione degli atti, gestione formale degli esami. È il motivo per cui l'accreditamento va deciso quando l'organizzazione regge, non prima.
Le tre aree che generano più lavoro quotidiano, con le guide che le presidiano:
- Presenze e conformità — il registro non è più un adempimento interno ma una prova: Presenze allieve scuola estetica: tracciamento e conformità
- Tirocinio — parte integrante del percorso e uno dei punti più controllati: Tirocinio 500 ore scuola estetica: come gestirlo bene
- Esami e rapporto con la Regione — la sessione d'esame è un procedimento, non una formalità: Organizzare gli esami di qualifica e Commissione regionale esami: procedura e preparazione
C'è poi il tema degli ingressi: chi arriva da altri percorsi o da titoli conseguiti altrove va valutato con criteri formali, e la materia è trattata in Equipollenze dei titoli di studio nelle scuole di estetica.
Per il quadro completo di cosa comporta essere un ente accreditato — vantaggi, obblighi, accesso ai fondi, ispezioni periodiche — la guida di riferimento resta CFP Centri di Formazione Professionale.
Nota di prudenza
Questa guida riporta quanto verificato sulle pagine ufficiali delle Regioni citate alla data del 4 agosto 2026 e non sostituisce la verifica presso la tua Regione. I dispositivi di accreditamento vengono aggiornati, le piattaforme cambiano, le disposizioni transitorie si susseguono: prima di presentare una domanda, apri la pagina ufficiale della tua Regione e controlla il provvedimento in vigore quel giorno.
Domande frequenti
Serve l'accreditamento regionale per aprire una scuola di estetica? Dipende da cosa vuoi rilasciare. Per fare corsi e rilasciare attestati privati di frequenza non serve: apri l'attività come qualunque impresa di servizi. Per rilasciare la qualifica professionale riconosciuta dalla Regione — quella che permette a chi ha studiato da te di lavorare come estetista qualificata — l'accreditamento come organismo di formazione è necessario.
Esiste una domanda di accreditamento valida in tutta Italia? No. L'accreditamento è un procedimento regionale: si presenta alla Regione in cui apri la sede operativa, sulla piattaforma di quella Regione, secondo la delibera di quella Regione. Gli iter si somigliano perché hanno recepito gli standard minimi dell'Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008, ma non coincidono: cambiano le sezioni, le scadenze, i requisiti economici e i documenti richiesti.
Che forma giuridica serve per accreditarsi come ente di formazione? Le Regioni chiedono in genere forme strutturate: società di capitali, cooperative, associazioni, consorzi, fondazioni. La Lombardia, per esempio, chiede fra gli allegati l'atto costitutivo e lo statuto dell'ente, documenti che una ditta individuale non ha; nessuna delle tre pagine regionali consultate esclude però la forma individuale con una formula esplicita, quindi verificala sul dispositivo della tua Regione. Il punto pratico è che la forma giuridica va scelta prima della domanda: cambiarla dopo significa rifare l'istruttoria. Valuta con un professionista prima di costituire l'ente, non dopo.
Quando si può presentare la domanda di accreditamento? Anche questo cambia per Regione. La Lombardia ha finestre chiuse: le domande si presentano dal 10 gennaio al 31 luglio e dal 1° settembre al 20 dicembre di ogni anno. Il Lazio e l'Emilia-Romagna non indicano finestre di questo tipo sulle pagine di procedura consultate. Verifica sempre il calendario della tua Regione prima di costruire la pianificazione.
Quali voci di spesa devo mettere in preventivo prima di accreditarmi? Le voci ricorrenti sono: costituzione dell'ente e consulenza, adeguamento dei locali alla normativa di sicurezza e accessibilità, attrezzature dei laboratori didattici, personale dipendente richiesto dal dispositivo regionale, sistema di gestione della qualità e software gestionale. Gli importi variano troppo per essere generalizzati onestamente: falli preventivare sul tuo caso, non su una media trovata online.
Cosa posso fare senza accreditamento? Puoi organizzare corsi, master, aggiornamenti e percorsi brevi, e rilasciare attestati privati di frequenza. Quello che non puoi fare è rilasciare qualifiche o abilitazioni regionali, accedere a bandi regionali ed europei per la formazione, e presentare in pubblicità i tuoi attestati come titoli riconosciuti. Su quest'ultimo punto la linea è sottile, ed è il terreno su cui entra nel merito la guida dedicata agli attestati privati.
Che requisiti chiede la Regione sulla sede? I requisiti sono espressi in modo molto diverso da Regione a Regione. L'Emilia-Romagna li scrive in chiaro nel dispositivo: sede operativa a uso esclusivo con almeno due aule, un locale per l'accoglienza, un'area studio, un laboratorio e almeno 24 pc o tablet, con un audit in loco dopo l'istruttoria documentale. In Lombardia il dettaglio sta nei decreti attuativi della sezione in cui ti accrediti, e alla domanda va allegata la planimetria dei locali e delle sedi di erogazione. Verifica come la disciplina la tua Regione: non dare per buono il dato di un'altra.
La mia Regione non è fra le tre trattate qui: come trovo le regole? Cerca «accreditamento organismi di formazione» insieme al nome della tua Regione sul portale regionale e parti dalla delibera di giunta vigente: è il documento che contiene requisiti, sezioni e modulistica. Da lì arrivi alla piattaforma su cui si presenta la domanda. Non dare per buono l'iter di un'altra Regione: le differenze sono sostanziali.
Risorse e approfondimenti
- CFP Centri di Formazione Professionale: cosa sono e come funzionano — l'iter generico in cinque passi, tempi, costi e conseguenze dell'accreditamento
- Qualifica professionale regionale estetista: percorso ed equipollenze
- Abilitazione Legge 1/90: terzo anno ed esame
- 600 ore vs 900 ore nei corsi di estetica
- Piano studi triennale scuola estetica
- Docenti scuola estetica: requisiti, selezione e contratti
- Attrezzature cabina didattica scuola estetica
- Organizzare gli esami di qualifica in una scuola di estetica
- Commissione regionale esami scuola estetica
- Tirocinio 500 ore scuola estetica
- Equipollenze dei titoli di studio nelle scuole di estetica
- Diploma, qualifica e attestato nel settore estetica
- Attestati di scuola di estetica: cosa puoi (e non puoi) dire
- Presenze allieve scuola estetica: tracciamento e conformità
- Scopri Biutify per le scuole di estetica →
Trova scuole accreditate nella tua regione
Se stai studiando il mercato prima di aprire, guardare chi è già accreditato nella tua zona è il modo più rapido per capire l'offerta esistente:
Domande & risposte
Serve l'accreditamento regionale per aprire una scuola di estetica?
Dipende da cosa vuoi rilasciare. Per fare corsi e rilasciare attestati privati di frequenza non serve: apri l'attività come qualunque impresa di servizi. Per rilasciare la qualifica professionale riconosciuta dalla Regione — quella che permette a chi ha studiato da te di lavorare come estetista qualificata — l'accreditamento come organismo di formazione è necessario.
Esiste una domanda di accreditamento valida in tutta Italia?
No. L'accreditamento è un procedimento regionale: si presenta alla Regione in cui apri la sede operativa, sulla piattaforma di quella Regione, secondo la delibera di quella Regione. Gli iter si somigliano perché hanno recepito gli standard minimi dell'Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008, ma non coincidono: cambiano le sezioni, le scadenze, i requisiti economici e i documenti richiesti.
Che forma giuridica serve per accreditarsi come ente di formazione?
Le Regioni chiedono in genere forme strutturate: società di capitali, cooperative, associazioni, consorzi, fondazioni. La Lombardia, per esempio, chiede fra gli allegati l'atto costitutivo e lo statuto dell'ente, documenti che una ditta individuale non ha; nessuna delle tre pagine regionali consultate esclude però la forma individuale con una formula esplicita, quindi verificala sul dispositivo della tua Regione. Il punto pratico è che la forma giuridica va scelta prima della domanda: cambiarla dopo significa rifare l'istruttoria. Valuta con un professionista prima di costituire l'ente, non dopo.
Quando si può presentare la domanda di accreditamento?
Anche questo cambia per Regione. La Lombardia ha finestre chiuse: le domande si presentano dal 10 gennaio al 31 luglio e dal 1° settembre al 20 dicembre di ogni anno. Il Lazio e l'Emilia-Romagna non indicano finestre di questo tipo sulle pagine di procedura consultate. Verifica sempre il calendario della tua Regione prima di costruire la pianificazione.
Quali voci di spesa devo mettere in preventivo prima di accreditarmi?
Le voci ricorrenti sono: costituzione dell'ente e consulenza, adeguamento dei locali alla normativa di sicurezza e accessibilità, attrezzature dei laboratori didattici, personale dipendente richiesto dal dispositivo regionale, sistema di gestione della qualità e software gestionale. Gli importi variano troppo per essere generalizzati onestamente: falli preventivare sul tuo caso, non su una media trovata online.
Cosa posso fare senza accreditamento?
Puoi organizzare corsi, master, aggiornamenti e percorsi brevi, e rilasciare attestati privati di frequenza. Quello che non puoi fare è rilasciare qualifiche o abilitazioni regionali, accedere a bandi regionali ed europei per la formazione, e presentare in pubblicità i tuoi attestati come titoli riconosciuti. Su quest'ultimo punto la linea è sottile, ed è il terreno su cui entra nel merito la guida dedicata agli attestati privati.
Che requisiti chiede la Regione sulla sede?
I requisiti sono espressi in modo molto diverso da Regione a Regione. L'Emilia-Romagna li scrive in chiaro nel dispositivo: sede operativa a uso esclusivo con almeno due aule, un locale per l'accoglienza, un'area studio, un laboratorio e almeno 24 pc o tablet, con un audit in loco dopo l'istruttoria documentale. In Lombardia il dettaglio sta nei decreti attuativi della sezione in cui ti accrediti, e alla domanda va allegata la planimetria dei locali e delle sedi di erogazione. Verifica come la disciplina la tua Regione: non dare per buono il dato di un'altra.
La mia Regione non è fra le tre trattate qui: come trovo le regole?
Cerca «accreditamento organismi di formazione» insieme al nome della tua Regione sul portale regionale e parti dalla delibera di giunta vigente: è il documento che contiene requisiti, sezioni e modulistica. Da lì arrivi alla piattaforma su cui si presenta la domanda. Non dare per buono l'iter di un'altra Regione: le differenze sono sostanziali.
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